Gay & the city: quando è il momento giusto per fare un giro di lenzuola?

Essere o non essere? Ma, soprattutto, dare o non dare? E quando?

Immaginiamo una situazione ideale. Ho detto appositamente ideale perché accade più o meno quante sono le volte in cui io mi sveglio di buon umore al mattino. E le conto sulle dita di una mano. Uscite con qualcuno che vi piace, vi interessa, vi affascina, vi incuriosisce. Insomma, consideriamo che non sia un incontro che abbia come unica finalità quella di fare del piacevole sesso in compagnia. Come agire?

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Ricordo che in passato, quando c'era ancora la Lira (ho sempre sognato di dire questa frase e ora ce l'ho fatta...), avevo una chiara idea di come sarebbe stata la cosa. Forse nella mia mente c'era anche una canoa e un fiume accompagnate dalle note di "I Don't Wait to wait" di Dawson's Creek. Ma sapevo per certo una cosa: non sarebbe MAI accaduto la prima sera. O in brevissimo tempo. Avrei voluto aspettare. Un po' perché hai la str0nza convinzione che possa essere la persona giusta (e non lo è MAI...) poi perché comunque lo ritenevo un momento importante. Sì, lo so, quel telefilm mi ha fatto male.

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Col passare del tempo, poi, però, le cose sono cambiate. E mi accorgo, soprattutto negli ultimi anni, da quando ho riassaporato le gioie di essere single...

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... che i tempi sembrano davvero essersi accelerati. Ma notevolmente. Forse è stata solo una mia questione di fortuna? Prima ho incontrato solo persona che capivano il mio punto di vista e adesso sto incespicando in tutti quelli che non avevo mai incrociato in passato? O forse l'avvento delle app (citofonare Grindr) rende tutto più immediato e meno faticoso di quanto poteva essere un tempo? Voglio dire. In chat, aprivi, ti collegavi e sapevi che potevi metterti a parlare (nella stanza della città) con qualcuno che abitava a 500 metri da te come a Quarto Oggiaro. Ma avevi un ampio raggio d'azione. Con le applicazioni, è tutto più stantio e scontato. Chi ti trovi intorno, le vedi ogni volta che ti loggi. Quasi ti sembrano di famiglia e sei tentato di invitarli per il compleanno...

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Con le app, sia le distanze che i tempi si accorciano. E anche l'iter di un tempo sembra tramontare sempre più. Del resto -leggenda vuole- se incontri qualcuno che hai conosciuto su Grindr cosa ti aspetti se non del semplice sess0? E se invece quello con cui sei uscito ha qualcosa di più interessante? Se l'alchimia è maggiore? La prima sera è comunque scontato il giro di lenzuola? E se rimandi, invece, perché non vuoi affrettare i tempi, passi per quello che sta spedendo gli inviti per le nozze e sfoglia un catalogo virtuale sulle bomboniere a forma di cigno?

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Se incontri -via app- una persona che risulta interessante, c'è una sorta di guida da seguire? La razionalità di non finire a letto la prima sera deve avere la meglio sugli ormoni che stanno strombazzando come indemoniati nelle tue mutande? Essere o non essere? Dare o non dare? E, infine, calare -o non calare- le braghe?

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