ProVita Onlus promuove le squallide terapie riparative: "Ex gay si può, senza traumi"

ProVita Onlus ora investe energie sulle terapie riparative per "salvare" i gay dall'omosessualità

Terapie riparative

Se delle associazioni come ProVita Onlus esistono, è perché né la società italiana né la politica - che è specchio della società, ricordiamolo - sono state in grado di educarsi ed educare le proprie generazioni: ora ci troviamo con gruppi come questi, che, oltre a portare avanti vere e proprie campagne anti-gay, decidono di investire fior fior di risorse ed energie, quindi di sprecarle, nelle squallide terapie riparative che hanno come punto di riferimento Joseph Nicolosi (velocemente ricordiamo che la scienza e la psicologia da tempo hanno bandito qualsiasi pratica di questo tipo, soprattutto sconfessandone l'efficacia). Ma veniamo al dunque, precisamente al contenuto dell'articolo Ex gay: si può, senza traumi.

Ex gay - così esordisce il post di Pro Vita - esistono e sono persone felici ed equilibrate. Il fatto che alcune persone cambiano il loro orientamento sessuale da omosessuale in eterosessuale (alcuni spontaneamente come un cambiamento evolutivo, alcuni attraverso la consulenza religiosa, altri attraverso terapia professionale) è un grosso problema per il movimento omosessuale. Esso mina seriamente il mito che le persone ”nascono gay e non possono cambiare”, e che serve ad accusare di omofobia chi ritiene che l’omosessualità sia innaturale, assimilando l’omofobo al razzista.

Diciamocela tutta: esistono fior fior di studi sull'omosessualità e non ce n'è ancora uno che abbia spiegato per filo e per segno da cosa possa dipendere, ammesso che abbiamo bisogno di saperlo; al momento, possiamo dire che ci si scopre gay e ognuno ha i suoi tempi per capirlo, a meno che non si voglia fare la fine dei repressi dalla doppia vita (ma questo è un altro paio di maniche).

Insomma, questo articolo parla di un mito vero a metà: figuriamoci se un omosessuale può ritornare eterosessuale, soprattutto se si nasce così. Può succedere che qualcuno capisca di aver preso un abbaglio, che sia stato confuso per un certo periodo - le situazioni sono tali e tante che sarebbe da ingenui escluderle a priori -; da qui a proporre delle terapie sistematiche, che valgono a prescindere per qualsiasi persona, il passo non è certo breve.

Le moderne "terapie della parola"

Ma continuiamo con l'articolo:

Le moderne terapie di riorientamento sessuale, oggi si basano sulla “terapia della parola”, ma gli oppositori continuano a dire che si usano tecniche (come la ”terapia di avversione”, che associa gli impulsi omosessuali con stimoli negativi) lesive della dignità dei pazienti. È una bugia enorme, perché nessun terapeuta le usa più da anni. Recentemente ha fatto scalpore (per chi l’ha voluto sentire) il caso di un trans che aveva accusato di tali violenze un’associazione che poi si è rivelata esistente… nella trama di un film.

A parte che se le falsità le dice uno non è detto che le abbiano dette tutti gli altri, vorremmo proprio sapere da ProVita in cosa consiste questa terapia della parola, visto che non sono poche le testimonianze di persone che hanno provato queste terapie e se ne sono pentite. Diciamo che queste terapie non fanno altro che creare gay repressi, che poi magari trovate su Grindr o su chissà quale altra chat a chiedere incontri segreti o discorsi strani.

Qui concludiamo: siamo nel 2014 e queste associazioni, che tutto sono tranne pro-vita, è già tanto se esistono ancora.

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