Mikie Goldstein, primo rabbino gay in Israele

Finora i gay potevano diventare rabbini, ma non avevano alcuna comunità da guidare: con Mikie Goldstein le cose sono cambiate

Mikie Goldstein, rabbino gay

La comunità religiosa di Israele è nota per il suo alto livello di conservatorismo, anche per quel che riguarda l’omosessualità (in molti sostengono che l’omosessualità si possa curare e che, tra l’altro, sarebbe meglio non mangiare soia perché farebbe diventare gay). Una nota particolare riguarda i rabbini: da un paio di anni a questa parte, infatti, i gay possono diventare rabbini, ma nessuna sinagoga li ha voluti come leader. Questa strana situazione è cambiata in questi giorni: Mikie Goldstein è diventato il primo rabbino apertamente gay a essere guida spirituale della sinagoga Adat Shalom Emanuel, nella città israeliana di Rehovot, a circa venti chilometri da Tel Aviv. Ha affermato Mikie Goldstein

Per la nostra congregazione la cosa importante è che un rabbino possa insegnare e diffondere l’ebraismo e credo che per questo sono stato eletto. Essere omosessuale non è un problema. Inoltre, voglio che si sappia che qualunque persone lesbica, gay, bisessuale e transessuale che verrà in sinagoga sarà ben accolta. Non dimentichiamo che ci sono molte persone LGBT nelle comunità di Tel Aviv e di Gerusalemme.

Pur essendo una realtà molto conservatrice, sono veramente tante le persone LGBT che si sentono ben accolte in seno a essa. Certamente, non in tutto il mondo ebraico è così: ci sono alcune comunità che accettano senza problemi le persone LGBT, altre invece le rifiutano e altre ancora sono indifferenti. Senza dubbio particolare è la posizione di Israele che, al suo interno, ammette solo le nozze religiose eterosessuali, ma non ha problemi a riconoscere matrimoni gay celebrati all’estero.

Via | Ragap
Foto | Facebook

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