Konstantin Romanov: gran duca, militare e fine letterato

Konstantin Romanov

Nipote di Nicola I di Russia, Konstantin Romanov fin da piccolo mostrò una predilezione per l’arte. Una passione che cresceva da un talento squisitamente mosso e multiforme. Dalla scrittura alla musica, KR (questo il nom de plume con cui firmò traduzioni, poesie e drammi teatrali) rivelò capacità non comuni, anche se la sua carriera, come membro della famiglia imperiale, fu prettamente militare. Fu proprio all’interno della Guardia imperiale che il giovane visse le sue prime esperienze omosessuali; momenti di cui Konstantin Romanov scrisse con gran franchezza nei suoi celebri diari.

Legatissimo alla moglie Elisabetta di Sassonia-Altenburg e ai loro 9 figli, il gran duca visse drammaticamente questa sua ambivalenza sessuale, a cui però non rinunciò mai. Proprio nei suoi quaderni privati, sempre così vivi e mai banali, troviamo il nome di quello che fu il suo più grande amore: il giovane e bellissimo Yatsko. Passaggi commoventi che rivelano tra un’accensione drammatica ed un’improvvisa frenata, i terremoti tutti interiori del nobiluomo.

Provato dai gravi lutti familiari (figlio e genero caddero in battaglia nei primi mesi della Grande Guerra), Konstantin Romanov morì di infarto nel giugno del 1915. Una morte per certi versi benigna che gli risparmiò gli oltraggi barbari della rivoluzione d’ottobre, quando tre dei suoi figli, imprigionati negli Urali, vennero brutalmente sgozzati.

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