Gli amori saffici di Katherine Mansfield

Katherine Mansfield

Vi sono parole inequivocabili nei suoi diari; affermazioni così chiare che non possono essere travisate o messe a soqquadro da sciocchi biografi in vena di censure. Katherine Mansfield nel corso della sua breve vita visse grandi passioni ed alcune di queste ebbero come affocato oggetto del desiderio altre donne. Donne dal nome certo come la maori Maata Mahupuku e l’artista Edith Kathleen Bendall che ritornano a più riprese nei suoi quaderni. In quelle sue fitte annotazioni, a volte ad un solo passo dal delirio.

Nata e cresciuta in Nuova Zelanda, la Mansfield si traferì in Inghilterra ancora giovanissima per completare gli studi e tentare (in un secondo tempo) la via della scrittura. Una scrittura che parte dal piccolo dettaglio, da una quotidianità che appare insignificante ma rivela lo smarrimento interiore, il sobbalzo del cuore, la folata di vento che - inaspettata -inumidisce lo sguardo di pianto. Amica di Virginia Woolf e D.H. Lawrence, Katherine Mansfield divenne anima e cuore della Londra più bohemien, di un circolo di letterati che lasciarono un segno indelebile nella storia della letteratura di lingua inglese.

Purtroppo la sua vita fu funestata da gravi lutti (la morte del carissimo fratello) e malattie terribili, prima fra tutte la tubercolosi che la portò alla morte a soli 34 anni nel 1923, tuttavia ancora oggi il suo genio –così squisitamente moderno - ci riscalda, mostrandoci come il minuscolo (o ciò che può apparire insignificante ad un occhio troppo distratto) possa anche giganteggiare.

  • shares
  • Mail