Gay & the city: il falso mito del pene grosso

Non è ora di ridimensionare un po' le cose?

In una delle mie ultime serate con i miei amici Daniel e Lara, abbiamo toccato un argomento scottante che ha monopolizzato il discorso e che ha dato vita ad una sorta di improvvisato fan club nato sul momento. Il succo del tema era l'incapacità di comprendere il grande entusiasmo delle persone di poter incontrare qualcuno che sia particolarmente dotato. E con questo aggettivo non intendo l'essere brillante ma avere una specie di porto d'armi in mezzo alle gambe.

Paris Haute Couture - Chanel

Spesso, anche in chat (o nelle applicazioni, le chat sono ormai quasi tutte morte...), mi imbatto in profili che aspirano al massimo delle misure. Cerco XXL o addirittura XXXL. E non si intendono taglie di vestiti. L'entusiasmo di imbattersi in un pene enorme sembra essere una delle aspirazioni più grandi in un contesto di incontro. E sinceramente mi son chiesto più volte il motivo di questo entusiasmo. Insomma, va bene sperare nel meglio, ma non è... TROPPO?

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"Se è troppo grosso fa male ed è anche impegnativo! Cioè deve essere piacere mica dolore! Deve essere grande il giusto!". Questo è stata la summa del discorso. Non è un elogio al minimo storico ma alla media. Un piacere che non sfocia nel dolore. Anche perché poi non sono pochi quelli che cercano una qualche alternativa (vedi uso popper). E allora che senso ha? E' come entrare in casa dalla porta e sperare che a farlo sia un gatto delle nevi o un trattore. Perché?!

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Sinceramente, davanti a certe dimensioni, personalmente non saprei che farci. Cioè, posso anche applaudire, senza ombra di dubbio. Se vuole posso congratularmi, stringergli la mano (ho detto LA MANO) e poi arretrare con aria vaga.

E voi? Siete mai incappati in situazione del "Guarda, complimenti sinceri ma si è fatto tardi"? Oppure siete tra i fan dell'eccesso di centimetri?

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