La legge trentina contro l'omofobia è a rischio perché non piace al vescovo

Il vescovo di Trento ritiene che i problemi del Trentino siano altri e subito i politici rispettano il suo volere

Siamo alle solite: un vescovo apre la bocca e i politici si inchinano al suo volere. E non è facile certo capire se si tratti di ingerenza da parte della chiesa cattolica nelle cose dello stato o di una classe politica che forse non ha ben chiari i propri compiti.

Siamo a Trento dove, da diversi mesi, è in corso un dibattito serrato tra le forze politiche ha portato a una sintesi comune per una legge di contrasto alle discriminazioni sessuali. Un bel passo in avanti. Poi il vescovo Luigi Bressan dalle pagine del giornale Vita Trentina ha mosso una critica alla legge e a invitato i politici a soprassedere alla legge perché “il Trentino ha problemi ben maggiori”. Certo, i problemi sono sempre altri quando si parla di diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali.

Ma tanto è bastato perché i consiglieri provinciali trentini di Patt e Upt facessero retromarcia. Per Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino): “Così non la votiamo. A piccoli passi si arriva ad avallare la pedofilia”, mentre per il capogruppo del Partito Autonomista Trentino Tirolese, Lorenzo Baratter, “non si può essere indifferenti all’appello del vescovo: lo abbiamo detto oggi anche ai colleghi del Pd. I partiti non possono andare in contraddizione con i propri statuti e nel nostro abbiamo un richiamo alla religione cattolica”.

Fontana del Nettuno a Trento

Commenta Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay:

Siamo alle solite: i mal di pancia della curia sono la prima preoccupazione di una certa politica che si scorda di essere votata dai cittadini e di dover corrispondere perciò a loro e alla Costituzione, non agli altari. Argomenti più simili alla superstizione che alla fede, usati in maniera indecente da chi dei valori religiosi dovrebbe essere custode, entrano ancora una volta a gamba tesa nel dibattito istituzionale, sovvertendo il suo percorso democratico e facendosi spazio con l'arroganza e i ricatti.

E poi continua:

Questa è la politica che ci fa vergognare, che piega il bene comune al volere delle lobby e volta le spalle a problemi scottanti, come l'omofobia e più in generale la discriminazione, che da troppo tempo attendono risposte concrete.

E di questo passo le risposte tarderanno ancora ad arrivare.

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