Torino, comune ritira patrocinio alla mostra Internazionale d'arte LGBTE per blasfemia

Il comune di Torino ha revocato il patrocinio a una mostra LGBT(E): questa volta giustamente

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Il comune di Torino ha ritirato il patrocinio alla mostra "Internazionale d’Arte LGBTE (La Grande Battaglia Trova Esito)": l'evento avrebbe dovuto avere luogo alla Manifattura Tabacchi dall'8 settembre al 17 ottobre, ma così non sarà. Questa volta, però, forse sono stati gli organizzatori ad esagerare, visto che la mostra è stata promossa con una locandina che ritrae una donna grassa e nuda calpestare diverse icone sacre raffiguranti Gesù e la Madonna.

L'organizzazione ha subito precisato:

"La nostra rassegna intende promuovere gli artisti LGBT ma da quest’anno abbiamo aggiunto una ‘e’ per comprendere anche il mondo etero. E la fotografia di Mauro Pinotti ha come unico intento quello di mettere in risalto la donna. Non di calpestare la religione".

Quest'ultima dichiarazione è proprio difficile da capire: posso mettere in risalto la donna anche raffigurandola mentre calpesta un uomo qualsiasi; qual è il senso di calpestare la Madonna e Gesù? L'Italia è uno stato laico, direte, ma dalla laicità alle offese il passo non può e non deve essere breve, altrimenti si finisce soltanto con il fornire pretesti e scuse assurde a chi vuole vedere gli omosessuali nascosti in chissà quale casa chiusa.

La (debole) difesa degli organizzatori


Silvio Viale, consigliere comunale della maggioranza e Presidente dei Radicali Italiani, ha espresso così il suo dissenso:

"Aldilà di ogni legittima critica dell’autore e dell’opera, le proteste ipocrite di alcuni miei colleghi sono sintomo di 'bacchettonite' acuta, che li classifica al pari dell’intolleranza degli integralisti che si schierarono contro le vignette su Maometto e l’Islam. In particolare, è insopportabile l’ipocrisia di chi allora difese le vignette contro gli integralismi, è vergognoso ogni riferimento alla donna grassa, come se fosse una colpa più pesante. Si tratta di arte e di un messaggio simbolico chiaro. Forse sono stati accecati dalla fretta e si sono dimenticati dei nudi di Botero. Come non hanno nemmeno pensato che l’allegoria simbolica non riguarda Dio, non è contro Dio, ma contro l’interpretazione ecclesiastica terrena, con riferimento esplicito alla omofobia della Russia di Putin. Mi auguro che Torino possa confermarsi la Capitale delle libertà civili e manifestare anche in questo caso rispetto e tolleranza. Non basta lavarsi la coscienza con una mozione ogni tanto contro l’omofobia. A me il manifesto sembra bello, mi piace e colpisce nel segno, per cui ai malati di 'bacchettonite' dico: 'Fatevi una camomilla!'".

Non meno chiaro, l'autore della foto scelta per la locandina:

"Il simbolismo che ho scelto per il mio lavoro non vuole affatto denigrare la religione, ma solo esaltare la superiorità della donna rispetto l’uomo. I sette vizi capitali presentati in mostra hanno tutti dei simboli ben precisi, studiati nei dettagli. In questa foto ho scelto di simboleggiare la Superbia con una donna. All’inizio volevo mettere sotto i piedi di questa Donna/Superbia una pila di libri, volevo rappresentarla superiore alla cultura. Però mi sembrava banale, limitativo. Ho sempre considerato la donna assolutamente superiore all’uomo e pensato che sopra la donna c’è solo Dio. Così sono andato a cercare un manifesto qualsiasi in cui fosse rappresentata un’icona religiosa per metterla sotto i suoi piedi".

Attacchi ingiustificati ai gay: ancora Fratelli d'Italia


Come spiegazione ci può pure stare, ma certo non per cattolici e credenti: insomma, non è certo lampante il messaggio e, anzi, se lo scopo era quello di promuovere la figura della donna, il risultato è stato completamente diverso, visto che ha scatenato il putiferio contro la società LGBT (putiferio assurdo, come al solito, visto che parliamo di LGBTE, e la "e" di "etero" non è certo stata aggiunta per bellezza).

Fratelli d'Italia, intanto, continua la sua squallida battaglia contro noi omosessuali, e certe volte vien da pensare che questi individui non meritano rispetto e che Luxuria, in fin dei conti, ha fatto proprio bene; vedete le ultime dichiarazioni di Maurizio Marrone, capogruppo del partito:

"Ecco la nuova frontiera dell’arte omosessuale che il Comune ha ritenuto di voler promuovere. Le lobby gay non pensino di godere di una licenza di offendere la sensibilità altrui, soprattutto quella cristiana in un momento storico di feroci e cruente persecuzioni subite per la fede in quelle immagini sacre così oltraggiate dalla cosiddetta arte LGBT".

Preferiamo non commentare, perché fare il gioco di Fratelli d'Italia ci farebbe sentire a dir poco ridicoli.

Via | Giornalettismo

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