Omofobia su Facebook? Danneggia la salute degli omosessuali

La salute e il benessere dei gay sono influenzati negativamente da post e contenuti omofobi pubblicati su Facebook

omofobia facebook

Noi tutti sappiamo che Facebook non è solo una delle più grandi sfide e opportunità degli ultimi anni, ma anche uno dei modi migliori che gli omofobi hanno per sfogare le proprie frustazioni e insultare gli omosessuali (e il discorso potrebbe essere esteso a razzisti e internauti della peggior specie): d'altra parte, parliamo di un mezzo di comunicazione potentissimo ed è normale che più di qualcuno ne approfitti.

Strano ma vero, oggi apprendiamo pure che certi contenuti hanno un impatto emotivamente forte e decisamente negativo sulla salute di chi legge: la ricerca è firmata dall'Università Sapienza di Roma e dall'Institut National de la Statistique et des Études économiques del Lussemburgo e mette in evidenza che comportamenti offensivi e discorsi d'odio, per non parlare dei commenti omofobi, influenzano negativamente la salute e la felicità delle persone tirate in causa (noi omosessuali, in questo caso).

Via Gayburg, apprendiamo precisamente che

"Le reti online sono un terreno fertile per la diffusione di contenuti dannosi, offensivi o controversi, spesso sdraiati in bilico tra libertà di parola e il discorso di odio. L'interazione online comporta un elevato rischio di essere bersagliati da comportamenti offensivi e di incitamento all'odio, con percentuali particolarmente significative per le donne e gli appartenenti alle minoranze. L'uso di Facebook espone gli utenti al rischio di un peggioramento della fiducia verso gli altri e ad un abbassamento della propria soddisfazione di vita. Tale scoperta suggerisce la necessità di aggiornare le politiche dei social network contro le espressioni di odio e comportamenti aggressivi, così come già richiesto da un numero sempre crescente di persone".

Lo studio è stato effettuato su cinquantamila persone ed è molto molto chiaro: ci chiediamo, a questo punto, perché Mark Zuckerberg, che non è certo una persona omofoba - ma su questo non avremo mai la certezza, visto che molte scelte potrebbero dipendere da questioni di marketing -, si ostini a lasciare in vita pagine squallide come No ai matrimoni gay e non solo.

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