John Kennedy e Lem, storia di un'amicizia "particolare"

Lem (nome intero  Kirk LeMoyne Billings, 1916-1981 ) e John Kennedy si conobbero dietro i muri della scuola di Choate nel 1933. Ne nacque un'amicizia intensa (per il giovane Lem qualcosa di più) che durò fino alla morte del presidente degli Stati uniti nel novembre del 1963.

Su questa amicizia forte ed esclusiva iniziata nell'adolescenza e finita solo con la tragica morte di Kennedy è stato scritto nel 2007 anche un libro. Un sentimento nato nell'esclusiva scuola di Choate e che per Lem si trasformò almeno in quei primi anni di vicinanza in qualcosa di più. Una cotta così intensa che ad un certo punto, incurante dei pericoli che una confessione del genere poteva certamente implicare, il giovane prese in mano carta e penna e scrisse una lettera coraggiosa in cui metteva nero su bianco i suoi sentimenti per il futuro presidente degli Stati Uniti. La risposta di Kennedy fu chiarissima, il rifiuto inequivocabile, ma l'amicizia tra i due ne uscì come rafforzata, consolidandosi in un rapporto che sarebbe durato per ben trent'anni.

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L'ombra discreta di Lem era in qualche modo sempre dietro John Kennedy. A lui il presidente chiedeva aiuto e consiglio. A lui affidava la moglie Jacqueline per cui Lem fungeva spesso e volentieri da chaperon. Molte volte Kennedy gli chiese anche di entrare ufficialmente nel suo entourage, ma l'uomo rifiutò sempre, limitandosi a frequentare la Casa Bianca (dove era stata predisposta una stanza tutta per lui) nei weekend o durante le festività. La morte drammatica del presidente nel novembre del 1963 fu un colpo terribile da cui Lem non si riprese più. Una tragedia che lo portò a scivolare progressivamente nell'oblio che l'alcol (subdolamente) gli sembrava offrire.

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