Petizione online per chiedere la revoca della "festa della famiglia naturale" a Palermo

Siamo di fronte a una battaglia di civiltà che non riguarda solo le persone LGBT

Il Consiglio Comunale di Palermo, come sappiamo, ha approvato la Festa della Famiglia Naturale, proposta consigliere comunale di Forza Italia Angelo Figuccia (sì, lo stesso che ha affermato che l’omosessualità è una malattia e ha spiegato così la sua posizione: “Si la scienza ha detto che non è così ma quante volte la scienza ha sbagliato?”).

La mozione impegna la giunta a stabilire una data per la celebrazione di questa Festa della famiglia, in una città dove meno di un anno fa la giunta di Leoluca Orlando si è espressa a favore dell'istituzione del registro delle unioni civili. Mozioni simili sono state approvate in Lombardia e ad Assisi.

L'Associazione Omosessuale ARCI Articolo Tre "Salvatore Rizzuto Adelfio" non ci sta e chiede al Consiglio comunale di Palermo di revocare la mozione per l'istituzione della "festa della famiglia naturale". Il testo approvato, infatti, dichiara la volontà politica di discriminare tutte le relazioni affettive e tutti i nuclei familiari su di esse fondate, che non siano basati sul matrimonio tra uomo e donna. Secondo Articolo Tre, il Consiglio comunale avrebbe dovuto promuovere l'istituzione di una festa per tutte le tipologie di famiglie.

Palermo

Articolo Tre sostiene, e giustamente dal nostro punto di vista, che la mozione vada revocata e per fare questo invita tutti i cittadini e le cittadine a sostenere questa battaglia di civiltà che non riguarda solo lesbiche, gay, bisessuali e trans, ma tutte le persone.

Commentano dall'Associazione Omosessuale ARCI Articolo Tre "Salvatore Rizzuto Adelfio":

Purtroppo stanno presentando in tutta Italia mozioni di questo genere, quindi quando chiediamo insieme a voi la revoca della mozione palermitana non stiamo pensando solo agli effetti di questa sul territorio cittadino, ma guardiamo a una battaglia a livello nazionale sui diritti delle persone LGBT che dobbiamo vincere a breve.

È stata lanciata una petizione in tal senso, che è possibile sottoscrivere online.

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