I diritti umani delle persone LGBT e la confusione dei mass media

Anche là dove non te l'aspetti ti rendi conto che, sotto sotto, tutti pensano che l'omosessualità sia anormale

In questi giorni mi è tornato in mente il video che trovate in apertura di post: il protagonista del video va di casa in casa a chiedere se può sposare la persona che ama. Naturalmente parliamo del matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Il video risale al 2009 ma è ancora molto, molto attuale. Mi è tornato in mente nel notare – soprattutto sui social network, ma non solo – come vengono proposte le news che riguardano il mondo LGBT.

Prendiamo il caso del Tribunale dei Minorenni di Roma che ha riconosciuto per la prima volta in Italia la stepchild adotion: in molti hanno riportato la notizia, per poi concludere con una domanda: “Che ne pensate?”. E si è trattato di una scelta trasversale: non prendo in considerazione i soliti giornali che ci dileggiano e nemmeno quelli di ispirazione cattolica, ma la domanda spuntava, in maniera più o meno diretta, anche su mezzi di comunicazione che tendenzialmente sono friendly.

Che ne pensate? Perché se la maggioranza pensa che va bene, allora d'accordo è un diritto da concedere; se la maggioranza si esprime in maniera contraria, allora nulla di fatto. E non è successo solo con l'adozione, ma accade con i matrimoni tra persone dello stesso sesso o quando c'è qualche news LGBT che è “golosa” per portare click.

Cuore rainbow

Perché non si pone mai la domanda a proposito dei matrimoni eterosessuali? E sulle adozioni da parte di coppie etero? E, viste le drammatiche notizie che in questi giorni si sono susseguite di genitori che hanno massacrato i loro figli, perché non si chiede cosa si pensi del fatto che si difenda ancora la famiglia tradizionale come l'unica possibile?

Porre domande di quel genere vuol dire continuare a sottolineare che l'eterosessualità è la norma e l'omosessualità, la transessualità, la bisessualità, l'asessualità è la devianza. Sappiamo benissimo che non è così e, paradossalmente, lo sa anche chi pone quelle domande, però si continua a farlo nella più completa normalità. A tutti costoro consigliamo vivamente la lettura del libro di Louis-Georges Tin dal titolo L'invenzione della cultura eterosessuale.

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