William Thomas Beckford, esule d'amore

William  Beckford

Esule per amore, William Thomas Beckford (1760-1844) lo fu davvero. Innamoratosi del futuro signore di Devon, mentre era sposato con Margaret Gordon, il giovane Beckford, erede di una delle più grandi fortune di tutto il Regno Unito, diede sfogo alla propria divorante passione scrivendogli calde lettere d’amore; un carteggio affocato, commovente che cadde però nella mani sbagliate, travolgendo il povero Beckford che dovette, viste le leggi vigenti allora in Inghilterra, riparare frettolosamente all’estero. Visse così a Lisbona ed in Italia dove acquistò anche molti quadri del nostro Rinascimento, dando vita ad una collezione unica nel suo genere.

Non solo ricco, ma dotato anche di estro artistico e genuino talento per la scrittura, Beckford scrisse in quegli anni un piccolo capolavoro Vathek, un romanzo gotico dove quella sua fantasia “favolosa”, tutta guizzi e sobbalzi sembra trovare la dimensione giusta in cui incastonarsi. Del resto proprio la sua fervida immaginazione, la sua sete per il sapere e la bellezza lo portarono a sperperare buona parte dell'ingente patrimonio ereditato dal padre. Alla sua morte nel 1844 (Beckford ebbe una vita alquanto longeva) il suo capitale risultò drasticamente ridotto.

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