Amore in vetta: la vita di Freda du Faur

Freda du Faur

La sua fama di scalatrice è arrivata sino ai giorni nostri. Il suo coraggio nell’affrontare scalate ed ascese è ancora oggi un esempio per moltissime atlete. Stiamo naturalmente parlando dell’australiana Freda Du Faur che agli inizi del Novecento fu la prima donna a conquistare la vetta più alta della Nuova Zelanda, il celebre monte Cook. Un’impresa che le portò fama e soprattutto l’amore di un’altra grande appassionata di alpinismo, Muriel Cadogan. Piene di speranze, le due donne lasciarono l’Oceania per l’Europa dove progettavano nuove ed ancora più insidiose imprese, ma lo scoppio della prima Guerra mondiale ed una non ben chiara malattia di origine nervosa della Cadogan costrinse le due arrampicatrici a cambiare i loro piani.

Un periodo molto triste questo, segnato prima dal ricovero, poi dalla morte inaspettata della stessa Muriel. Sconvolta dalla scomparsa improvvisa della cara compagna (la donna stava rientrando in Australia con i genitori), Freda Du Faur non seppe trovare una risposta o appoggiarsi, come capita a volte nella disperazione, ad una consolazione. Stanca e tormentata da mille dubbi, Freda si trascinò per alcuni anni senza la sua Muriel, poi una mattina di settembre del 1935 decise di farla finita, avvelenandosi con il monossido di carbonio. Alle due avventurose scalatrici (e compagne di vita) sono state dedicate due splendide montagne in Nuova Zelanda ed a noi, inguaribili romantici, piace pensarle una al fianco dell’altra, per l’eternità.

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