Venezia 2014: Progetto Panico di Paola Randi e In Overtime di Rami Yasin, due corti LGBT

Una menzione per altre due opere di interesse LGBT presenti a Venezia e non in gara per il Queer Lion Award

Oltre ai sette film in gara per il Queer Lion Award 2014, premio collaterale della 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica per il “Miglior Film con Tematiche Omosessuali & Queer Culture” (film che abbiamo presentato in questi giorni: The Smell of Us di Larry Clark, Les nuits d’été di Mario Fanfani, The Goob di Guy Myhill, The Farewell Party di Sharon Maymon e Tal Granit, Métamorphoses di Christophe Honoré, Flapping in the Middle of Nowhere di Nguyên Hoàng Diep e Pasolini di Abel Ferrara) ci sono altre due opere di LGBT non in gara per il Queer Lion: il corto giordano/palestinese Fi al waqt al dae'a di Rami Yasin (Orizzonti), che narra di un difficile coming out, e l’episodio di Paola Randi del film collettivo dedicati ai novant'anni dell’Istituto Luce 9X10 Novanta (Giornate degli Autori).

Il titolo dell’episodio girato da Paola Randi per 9x10 Novanta è Progetto Panico e va a inserirsi in quello è che stato definito un album di narrazioni diverse. I film raccontano del primo giorno di una guerra, di invocazioni di pace; di crolli e di ricostruzioni; memorie di paesaggi e realtà (forse) perdute; miracoli, superstizioni e sogni. Si parla della condizione delle donne, di sessualità, del significato di una canzone, della Luna. Ci sono la favola e il diario, la fantastoria e la poesia, le parole di grandi scrittori accanto alle voci di persone comuni. Con personaggi reali e storici, e personaggi di pura finzione.

Fi Al Waqt Al Dae'a (In Overtime) di Rami Yasin


Fi Al Waqt Al Dae'a (In Overtime) di Rami Yasin

Fi Al Waqt Al Dae'a (In Overtime) di Rami Yasin è un corto di tredici minuti e questa è la sinossi ufficiale:

Quando il quarantenne Amir fa visita al padre in ospedale con l’intenzione di rivelargli un segreto, la natura del loro rapporto disfunzionale glielo impedisce. I due uomini non fanno nulla per avvicinarsi, la tensione aumenta e Amir alla fine si allontana. Accecato dalla rabbia e dalle emozioni, Amir si ritrova bloccato tra il senso di colpa e il bisogno disperato di ritornare dal padre prima che sia troppo tardi.

Rami Yasin, il regista, così commenta il suo corto:

Questo scontro d’amore tra padre e figlio giocato “ai supplementari” rivela profondi segreti e il potere che spesso hanno su di noi. Ci possono tenere in ostaggio nelle nostre stesse vite senza neanche che ce ne accorgiamo fino a che è troppo tardi.

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