Reazione a catena, la “normalità” per un concorrente e l'ombra dell'omofobia

Una battuta provoca reazioni infastidite. Al centro del contendere: la "normalità"

Il colleghi di TvBlog hanno raccontato un caso di omofobia a Reazione a catena, il programma in onda su Rai Uno in queste sere d'estate, a sostituire L'eredità, condotto da Carlo Conti.

Spesso mi capita di seguire il quiz show, anche in sottofondo, mentre lavoro o cucino. Ovviamente ieri sera me lo sono perso, invece. Ma, visto quanto ho letto, forse è stato un bene. Il gioco funziona così: ci sono due squadre avversarie composte, ognuna, da tre persone. Possono essere amici, parenti, colleghi, conoscenti. E nelle varie partite del programma, devono prenotarsi per rispondere per primi ad alcune catene di parole.

Nel gioco in questione che ha visto protagonista questo fastidioso scivolone, c'è una sequenza di parole da indovinare che abbiano una relazione con la successiva per ottenere uno strumento musicale in più che caratterizza la canzone da capire per primi. Ieri, a sfidarsi, c'erano Le tre civette e i Tre Stelle. Questi ultimi hanno azzeccato per primi il brano misterioso, proponendo "Questo piccolo grande amore" di Claudio Baglioni. Ed ecco, come sempre, Amadeus pronto a invitare i concorrenti a cantarla prima di svelare la soluzione. Sotto le note del pezzo, il presentatore invita i tre amici ad abbracciarsi, durante la canzone. Una proposta bocciata categoricamente dal caposquadra:

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Non è il caso nostro. Siamo normali!

Amadeus: È fallo sto sacrifico, stretti stretti!

Ancora questa parola tanto abusata e tanto fuori luogo. La normalità. Come se abbracciarsi sotto le note di una canzone romantica, in un clima goliardico, non possa essere motivo di ironia e autoironia. E se tre uomini ridono e accennano questo pezzo che succede? Tutti penseranno che siano omosessuali? O peggio... "non normali", come erroneamente detto dal concorrente? Una frase fuori luogo, sgradevole, in grado, alle 19.30 di sera, di far andare per traverso la cena. O far passare l'appetito.

Ah. I tre stelle hanno perso. A casa, ciao.

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