Venezia 2014, Queer Lion: Pasolini, di Abel Ferrara

È uno dei film più attesi alla Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno. Nei panni di Pasolini c’è Willem Dafoe

In lizza per il Leone d’Oro, il film Pasolini di Abel Ferrara è uno dei più attesi al Festival del Cinema di Venezia. Nel cast del film – in gara anche per il Queer Lion Award – ci sono Willem Dafoe (nei panni di Pasolini), Riccardo Scamarcio (nel ruolo di Ninetto Davoli), Valerio Mastandrea, Maria de Medeiros, Adriana Asti, Salvatore Ruocco. Questa la sinossi ufficiale del film:

La notte del 2 novembre 1975 a Roma viene ucciso Pier Paolo Pasolini. Ha cinquantatré anni. Pasolini è il simbolo di un’arte che combatte contro il potere. Ciò che scrive scandalizza, e i suoi film sono perseguitati dai censori; in molti lo amano e in molti lo odiano. Il giorno della sua morte, Pasolini ha passato le sue ultime ore con l’adorata madre e più tardi con i suoi amici più cari, fino a quando non esce nella notte in cerca di avventure con la sua Alfa Romeo. All’alba viene trovato morto su una spiaggia di Ostia, nella periferia della città.

Willem Dafoe nei panni di Pasolini per il film di Abel Ferrara

E Abel Ferrara così ha commentato, poeticamente, il suo film:

Cercando la morte dell’ultimo poeta
solo per trovare l’assassino dentro me
affilando gli strumenti dell’ignoranza sui
ricordi di atti mai dimenticati di
gentilezza in parole e fatti,
idee impossibili da comprendere.
In una scuola a Casarsa seduto ai piedi del mio maestro
desiderando e poi ascoltando la musica delle onde
che lavano i piedi del
Messia sulla spiaggia dell’Idroscalo,
coloro che fanno avverare la magia sono per sempre legati al corpo agile
di Giotto in costante ricerca della creazione del gol vincente
per sempre in fuorigioco al seguito del fedele di cui io sono uno.

Qualche tempo fa ci fu molto scalpore per il fato che Abel Ferrara dichiarò di sapere chi avesse ucciso Pasolini (e parve quasi di sentire il celeberrimo Io so di PPP, che potete ascoltare nel video a inizio post). Ma lo stesso regista ci tiene a sottolineare che questo film non è un’indagine sulla morte di Pasolini:

Questo è un film, non un’indagine. Non me ne frega niente di chi l’ha ammazzato e come. Io mi occupo della tragedia, di quello che abbiamo perduto. Pasolini è morto a cinquantatré anni, avrebbe potuto continuare a dire e a fare tantissimo. Molti suoi contemporanei sono ancora qui.

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