In ricordo di James Baldwin, autore della "Camera di Giovanni"

Uno scrittore che scrisse con profondità e discernimento di omosessualità e razzismo."La camera di Giovanni", uno dei suoi romanzi più celebri ed amati, suscitò più di un clamore, alimentando dibattiti e polemiche proprio per la sua storia d'amore tra un giovane americano ed un ragazzo italiano in una Parigi, ancora per una stagione, bohemien.

Mese di arrivi e partenze, agosto, si sa, nasce sotto il segno mosso della distrazione. Così con alcuni giorni di ritardo ricordiamo la nascita di un scrittore che nella sua prestigiosa carriera ha spesso affrontato il tema dell'omosessualità e del razzismo. Il suo secondo libro “La camera di Giovanni” pubblicato nel 1956 suscitò gran clamore proprio per la storia d'amore ambientata a Parigi tra un giovane americano ed un ragazzo italiano di nome Giovanni, destinato ad una fine tragica.

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Del resto tutti i suoi romanzi avevano un forte impatto sociale, indagando in profondità temi allora scottantissimi per cui James Baldwin (2 agosto 1924- 1 dicembre 1987) era sempre in prima linea, pur vivendo per buona parte della sua vita adulta a Parigi, lontano dalla patria. Nei momenti cruciali, come per la celebre marcia su Washington del 1963 lo scrittore non fece mai mancare la sua presenza ed il suo appoggio. Un impegno sociale e politico che viveva con forza anche nelle pagine di romanzi splendidi ed indimenticabili come "Un altro mondo" e "Sopra la mia testa", giusto per citarne - al volo - un paio.

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