Vescovo cattolico ugandese invita a non odiare i gay perché sono figli di Dio

Un vescovo cattolico dell’Uganda ha invitato i suoi fedeli a non avercela con i gay perché anch’essi sono creati a immagine di Dio

John Baptist Odama, arcivescovo cattolico di Gulu (che, con i suoi centoncinquantamila abitanti è la seconda città dell'Uganda per popolazione; Gulu è il capoluogo del distretto omonimo nella Regione Settentrionale), ha esortato i fedeli della sua diocesi a non farsi giustizia da soli, mentre si attende che il Parlamento approvi nuovamente la legge contro l’omosessualità. Odama è molto impegnato nel sociale e nel 2004 ha vinto il Niwano Peace Prize come anche il World Vision 2012 Peace Prize (a questo si riferisce il video in apertura di post); è stato anche presidente della Conferenza Episcopale Ugandese fino al 2010. Il presule ha affermato:

Impariamo ad amare tutte le creature di Dio. Non sto certo difendendo la pratica dell’omosessualità nel paese, ma non dobbiamo agire di testa nostra e odiare gli omosessuali perché tutti abbiamo delle debolezze. Il paese sta lavorando per avere una legge che punisca l’omosessualità anche se i lavori sono stati fermati dalla Corte Costituzionale che ha abrogato la norma in vigore. Le persone, però, non devono farsi giustizia da sole e prendersela con gli omosessuali, perché anche loro sono esseri umani con una diversa inclinazione sessuale.

Monsignor Odama invita, in pratica, a usare un po’ di buon senso, anche se la sua posizione non è condivisibile: per lui, infatti, come per la chiesa cattolica tutta, l’omosessualità è una debolezza a cui non bisogna cedere.

Monsignor John Baptist Odama

Paradossalmente, la posizione del vescovo Odama sono più condivisibili di quelle di un altro vescovo, anglicano questa volta, di nome Stanley Ntagali, che sta portando avanti una battaglia per il ripristino della legge antigay in tutta la sua virulenza. Ha detto Ntagali:

L’opinione pubblica è chiaramente a favore della legge e noi chiediamo al Parlamento di votarla ancora, facendo attenzione ad avere il giusto quorum. Mi appello a tutte le persone timorate di Dio e a tutti gli ugandesi perché restino ben saldi nella lotta contro l’omosessualità, che è contraria al disegno di Dio, fino a quando la legge non tornerà a proteggere le nostre famiglie, i giovani e i bambini del nostro paese.

Giova ricordare, come sottolinea il vescovo Ntagali, che la Corte Costituzionale dell’Uganda ha abrogato la legge contro l’omosessualità per un vizio di forma – non c’era il numero legale per l’approvazione della legge stessa – e non per rispetto dei diritti umani. E non è un caso che il Parlamento dell’Uganda ha cambiato alcune parti del proprio regolamento prima di passare a votare di nuovo la legge, che, al momento, è in fase di revisione da parte di un’apposita commissione.

Via | Pink News

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