Sacerdote invita a pregare per il compagno del defunto

Una semplice frase che ha dato il giusto rispetto a una coppia gay

A Genova, un prete ha ricordato, durante un funerale, il compagno dell'uomo deceduto. Una frase semplice quanto piena di significato e intensa per chi l'ha ascoltata e soprattutto per il partner che si è sentito riconosciuto anche dalla Chiesa, dai presenti e da tutti quanti. Il suo legame riconosciuto ufficialmente della meritata dignità:

Preghiamo anche per Emanuele, compagno di Francesco

Non il termine abusato -e fastidiosissimo in questi casi- di amico, bensì compagno. Una coppia. Una relazione.

coppia_gay_omofobia

Francesco Metrano era un architetto di 54 anni morto all'improvviso, nei giorni scorsi, mentre era in visita alla sorella in Toscana. Loro stavano insieme dal 1994. Vent'anni. Poi la morte in questa estate apparentemente come tante altre. Un infarto che ha interrotto per sempre la vita dell'uomo e ha portato una valanga di dolore nella vita dei cari e del compagno.

È lo stesso fidanzato, Emanuele Ricci, 43 anni, docente di inglese di un liceo di Genova, a ricordare questi ultimi giorni difficili e, allo stesso tempo, sorprendenti:

Invece è accaduta una cosa inaspettata a cominciare dai miei studenti che hanno dimostrato di essere una generazione che si è disfatta dei vecchi preconcetti. E poi c'è stato quel breve ma importantissimo momento in una giornata tanto terribile. Il parroco, don Sandro, che mi conosce bene perché da Genova in estate andavamo sempre a trascorrere qualche giorno dai parenti di Francesco, ha citato anche me assieme ai famigliari all'inizio della cerimonia. Sentire pronunciare il mio nome è stato ottenere un riconoscimento non personale, ma per entrambi, per la storia mia e di Francesco.

Infine, ecco le prole di Don Sandro che ribadisce il proprio commento con convinzione e fede:

Non è stato un gesto deciso per compiacere una persona ma del tutto naturale. Ho voluto accomunare ai famigliari di Francesco anche Emanuele, che è stato il suo compagno e amico da una vita. Conosco entrambi da tempo, si preparavano a partire per una vacanza nei paesi baschi e gli avevo anche chiesto di fermarsi a Lourdes per me, per una preghiera. Anche in passato, rispetto a certi temi, ho avuto lo stesso atteggiamento che ho tenuto in occasione del funerale di Francesco. Credo che, a prescindere da qualsiasi categoria, i legami affettivi vadano riconosciuti. Per questo ho citato Emanuele in chiesa.

Via | Repubblica

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