In Italia l'11% dei dipendenti Ikea è gay


Ma quanti sono i gay all'Ikea? Che il colosso svedese fosse mediamente più gay-friendly di altre aziende, sia all'estero sia, ancor di più, in Italia, si sapeva già. Bastavano i cataloghi con le coppie gay o la pubblicità in cui l'azienda stessa si dichiarava aperta "a tutte le famiglie" con tanto di coppia formata da due uomini.

Adesso, però, Ikea ha fatto un passo in più e come riporta il Corriere, che pure continua a scrivere outing invece di coming out, ha realizzato un'indagine volontaria fra tutti i propri dipendenti in Italia per capire come stanno i lavoratori lgbt e com'è la convivenza fra persone etero e omosessuali. Hanno risposto in 476 su 1.079, circa metà dei lavoratori dei vari punti vendita.

Un paio di piacevoli sorprese: l'85% di chi ha risposto dice di non avere alcun problema a lavorare fianco a fianco con un collega apertamente gay, mentre solo un 10% ammette che si sentirebbe "in imbarazzo"; il 70% ritiene che un lavoratore gay abbia le stesse opportunità di carriera all'interno del gruppo.

La sorpresa maggiore - almeno per me - viene dalla composizione dei dipendenti Ikea: l’11% sono gay o lesbiche, il 4% bisex, l’81% etero, il restante 4% preferisce non rispondere. Quindi il 15% del totale è dichiaratamente non eterosessuale, mentre in genere i gay vengono valutati fra il 5 e il 10% della popolazione: delle due l'una, o i gay sono di più o sono particolarmente bravi a farsi assumere da Ikea!

Comunque il 38% dichiara apertamente il proprio orientamento ai colleghi, il 31% lo confida solo agli amici, tutti gli altri (ben il 31%) preferiscono tacere e tenere tutto per sé. Non sorprende, quindi, che il 55% degli omosessuali non vorrebbe che l’orientamento sessuale diventasse oggetto di discussione al lavoro. Merito all'Ikea che invece ha voluto parlare dell'argomento.

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