India, l'Università di New Delhi indica l'opzione transgender oltre a maschi e femmine

In India si "apre" al terzo sesso. Ma in realtà è un passo indietro...

L’India riconosce il “terzo sesso”

Il tutto è diventato ufficiale ad aprile 2014, pochi mesi fa. Ai tempi, infatti, la Corte Suprema indiana ha riconosciuto per tutte le pratiche civili ed amministrative lo status di "transgender". Una decisione che ha portato a discussioni e polemiche e che però, adesso, è diventata anche opzione concreta all'Università di New Delhi.

Infatti, nei moduli per iscriversi ai master e ai dottorati, non ci sarà più solo un modulo da compilare con i propri dati personali e due possibilità di scelta tra uomini e donne. No, sarà presente anche una terza casella da spuntare e che indica proprio le persone transessuali, che sono quindi escluse dai classici maschi/femmine e hanno addirittura una "categoria" a parte. Per moltissimi un passo indietro, un'ennesima discriminazione per il mondo Lgbt, un'etichetta non richiesta e decisamente indelicata per qualcuno che sta compiendo un passo così importante e difficile.

Un modo per escludere e rendere qualcosa di diverso chi, magari, ha portato a termine il proprio percorso e invece si trova davanti ad una classificazione non voluta o richiesta. Per altri, invece, la decisione della Corte Suprema è stata vista come un segnale più che positivo. Ad esempio la comunità transessuale indiana. Infatti, Efe Mallika, venticinquenne transessuale che lavora con la ONG Space, ha affermato:

Siamo felicissime della decisione della Corte Suprema: è stato riconosciuto il fatto che esistiamo e ora avremo i diritti che ci spettano.

Ma si parla di diritti o di qualcosa che, in verità, esclude e discrimina ancora di più?

Via | Ansa

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