Giornalista americano si augura che ebola uccida i gay di tutto il mondo

Il fanatismo religioso non ha limiti, come testimoniano le assurde affermazioni del giornalista statunitense Rick Wiles

Omofobia allo stato puro. Un conduttore radiofonico americano “spera” che il virus di ebola ponga fine all'omosessualità nel mondo. Ad avere questa speranza è il giornalista Rick Wiles (in foto) che conduce un programma di “notizie reali e senza censura” su un'emittente della Florida. Secondo Wiles il quel “focolaio di morte può essere qualcosa di positivo”.

Nonostante siano quasi mille i morti per ebola di cui si ha conoscenza dall'inizio dell'anno, per Wiles il virus è come una “piaga del Signore” e non certo un'epidemia mortale. Stando al giornalista

la piaga servirà per porre fine agli omosessuali, ai promiscui, alla prostituzione e all'aborto.

Rick Wiles

Poi, nel caso in cui il suo fanatismo religioso non fosse chiaro, continua:

Se ebola diventerà una piaga mondiale, è meglio accertarsi di avere su di sé il sangue di Gesù e farsi accompagnare dagli angeli perché Dio ci protegga. In caso contrario, sareste candidati alla morte.

Il riferimento è all'episodio biblico dell'esodo degli ebrei dall'Egitto quando segnarono le loro case con il sangue dell'agnello sacrificato in modo che l'angelo del Signore, passando per le strade, si fermasse solo nelle case degli egiziani, che non avevano le porte segnate con il sangue, e uccidesse i loro primogeniti.

Rick Wiles non è nuovo ad affermazioni del genere. A inizio anno, per esempio, aveva sostenuto in radio che una razza di soldati gay hitleriani stesse impadronendosi dell'America. Wiles parla spesso di omofascismo e ritiene che non solo “il germe del movimento nazista era gay” ma che fosse omosessuale lo stesso Hitler. Stando alle sue idee, infatti, quello che Hitler stava cercando di fare era

creare una razza di uomini biondi, con gli occhi chiari, ariani: una razza di soldati supergay.

Quest'idea della razza ariana gay è stata difesa in altre occasioni anche dal giornalista Bryan Fischer, portavoce dell'American Family Association, secondo il quale il movimento nazista tedesco sarebbe nato in un bar gay.

Via | Ragap

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