Denham Fouts, il gigolò che amava i re

Considerato “assolutamente incantevole e incredibilmente bello”, Denham Fouts ebbe tra i suoi amanti anche teste coronate.

Denham Fouts, il gigolò che amava i re

Se si fosse fatto notare da Hitler, come Hitler avrebbe voluto, avrebbe potuto salvare il mondo dalla Seconda guerra mondiale”. A parlare di lui in maniera così forte e illuminata fu Truman Capote, affascinato fino al midollo dalla bellezza di Denham Fouts, l’uomo che Christopher Isherwood definiva: “il prostituto di sesso maschile più costoso al mondo”. Qualche tempo fa il prestigioso e patinato magazine gay, Butt, ha rivelato che tra i tanti nomi aristocratici, attori di alto lignaggio, mecenati e uomini d’affari miliardari, anche un re si invaghì di Denham Fouts facendoselo amante. Si tratta di Paolo di Grecia, padre di Sofia, ex regina di Spagna.

A leggere la breve ma intensa vita di Fouts – morì appena trentaquattrenne – si resta meravigliati di come una bellezza dionisiaca sia riuscita ad attrarre tanto favore e tanto desiderio intorno a lui. Pare che in molti non riuscissero a svincolarsi da quel ragazzo, poi fatto uomo, di una bellezza sconvolgente.

Fouts era nato il 9 maggio 1916 a Boca Grande, in Florida. Si chiamava Louis Denham Fouts, Denny per gli amici e amanti. Era il maggiore di due fratelli, Federico ed Ellen. Di lui, David Gascoyne scrisse:

un sontuoso, viziato giovane, con un sacco di fascino fragile e difficile. Ha preferito uomini ricchi come protettori e amanti adolescenziali.

Come si siano conosciuti Denny e il principe Paolo, futuro re di Grecia e padre di Sofia di Spagna, poco e nulla si sa. Di certo, il futuro re finì nel carnet degli agiati e viziati amanti dell’escort più richiesto a quei tempi. Quando poi la storia finì, Paolo si diede in sposo alla principessa Federica di Hannover dandole tre figli, tra cui Sofia, la regina che qualche anno fa si disse contraria ai matrimoni omosessuali, creando in patria un tale vespaio da essere poi costretta a rettificare quelle dichiarazioni.

Denham Fouts, il gigolò che amava i re Ne conobbe tanti Fouts di personaggi famosi e parecchio danarosi, con cui intrattenne rapporti di amicizia e di stima reciproca e, ovviamente, sontuosi convivi carnali. L’editore miliardario di Horizon, una rivista letteraria, tale Peter Watson, prima di mandarlo al sicuro negli Stati Uniti allo scoppio della Seconda guerra mondiale, lo accomiatò con un regalo meraviglioso: un Picasso. E quando si era trovato a Parigi fu invece Denny a inviare un assegno in bianco a Truman Capote, scrivendo una sola parola “Vieni”. E Capote corse da lui!

Un escort di altri tempi e di altre glorie, Denham Fouts, con una vita spesso vissuta sul filo del rasoio, tra esperienze lisergiche, infuocati amanti e teste coronate che desideravano la sua compagnia, tanto da far esclamare a Glenway Wescott:

Denny? Assolutamente incantevole e incredibilmente bello.

Denham Fouts, morì a Roma il 16 dicembre 1948, colpito da infarto, pare mentre era seduto sul water di casa. Il suo corpo fu traslato nel cimitero protestante. Una grande, brevissima vita, quella di Fouts, che ancora oggi ci appare come un’incredibile fiaba.

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