Conchita Wurst sogna Putin e confessa: "Vorrebbero uccidermi, mettetevi in fila"

Conchita Wurst si racconta a Panorama, rivivendo il suo passato, raccontando il suo presente e sognando il suo futuro

conchita wurst

Ormai è sulla bocca di tutti, nonostante gli Eurovision 2014 siano finiti da un pezzo, e Conchita Wurst non può che esserne felice: la sua vittoria è stato uno smacco per l'Austria omofoba, i russi violenti e, in generale, per tutti gli omofobi ignoranti. Conchita si è concessa a Panorama, raccontando il suo passato e il suo presente, non senza pensare al suo futuro artistico (quello privato sembra averlo ben chiaro).

Ricordando la sua vecchia vita, Conchita non può che essere un po' nostalgica e forse anche triste:

"Per un ragazzo che andava a scuola indossando abiti da donna, crescere in un paesino di campagna austriaco è sempre stato molto difficile. Essere gay non è la norma, non è consentito".

Conchita racconta del suo soffitto, dove si nascondeva per travestirsi e cantare:

"Era il mio piccolo castello personale. Conchita era chiusa nell’armadio e non aveva il permesso di uscire".

Poi arrivò il coming out a diciassette anni:

"Dissi: 'Ebbene sì, sono gay'. E a chi mi lanciava insulti rispondevo: 'È proprio così!'".

Il futuro di Conchita e l'opinione su Putin


Conchita Wurst per Jean Paul Gaultier

Ma è il futuro che forse la spaventa di più, perché è ricco di sfide elettrizzanti e di obiettivi difficili: uno dei suoi sogni proibiti - come titola Panorama - è Putin, e non solo perché lo ritiene affascinante (Alfonso Signorini docet, purtroppo) ma anche perché vorrebbe "fargli cambiare idea sui gay". Fai prima a ritornare uomo ed eterosessuale, cara Conchita!

"Non sono perfetta - ha spiegato -, faccio solo quello che ritengo giusto. Quindi se non riesco a soddisfare le aspettative della gente, mi dispiace, ma non è colpa mia. Non ho mai detto che avrei cambiato il mondo, ma ci provo, lo sa? [...] Buffo che la gente mi ritenga così potente. Mi feriscono solo le cattiverie pronunciate dalla gente che amo. Ci sono persone che vorrebbero uccidermi, ma io rispondo: 'Mettiti in fila, tesoro'".

Come dovrebbero fare tutti gli omofobi, del resto; o meglio: più che mettersi in fila, dovrebbero nascondersi e prendere atto del fatto che una nuova estinzione - la loro - sta per abbattersi sulla terra.

Dubitiamo che Conchita riuscirà a cambiare questo stato di cose, ma la sua vittoria - è indiscutibile - ha senz'altro contribuito a portare nel mondo una realtà della comunità LGBT, l'ennesima, che non può essere più nascosta né snobbata. In bocca al lupo!

Via | Panorama.it

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