Omofobia Cagliari, docente accusa allievo gay: "Andrebbe curato da uno psichiatra"

Ancora omofobia nel mondo della scuola: questa volta succede a Cagliari e la docente è stata fortuntatamente multata

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Che l'omofobia sia molto spesso frutto di ignoranza emerge in tutto il suo "splendore" nei commenti a un articolo dell'Unione Sarda pubblicato martedì 5 agosto: il contenuto? Il titolo dice tutto: una docente si è permessa di parlare di un allievo gay con altre quattro ragazze della stessa scuola, dichiarando apertamente che il ragazzo presentava "manifestazioni di peccato mortale e divino, contrarie a precisi dettati morali e religiosi" e che, proprio perché gay, "andrebbe curato da uno psichiatra".

Il fatto è accaduto all'Istituto Tecnico "Martini" di Cagliari e, fortunatamente, ha visto il giudice di pace Maria Grazia Argiolas condannare la docente di educazione fisica a una multa di 700 euro e al risarcimento delle spese processuali: pena leggera, almeno a nostro avviso, visto che questa docente ha praticamente ridicolizzato il suo allievo; non ha svolto il suo lavoro adeguatamente - sì perché una professoressa non può dire certe cose, e non solo a scuola, visto che coinvolgono un suo discente - e ha ovviamente manifestato un chiaro messaggio omofobo. Se ci fosse stata una legge decente - visto che questa non è libertà di espressione - sicuramente quei 700 euro sarebbero stati molti di più.

I commenti dei lettori


Ma il comportamento dell'insegnante ci interessa fino a un certo punto: all'inizio parlavamo di alcuni commenti all'articolo dell'Unione Sarda, e infatti sono proprio questi che lasciano davvero a desiderare; vediamoli assieme:

"La verità sta nel mezzo come sempre....Qualcuno ci è nato con questa attrazione verso il suo stesso sesso. Ma moltissimi sono stati indirizzati a seguito di violenze in età in cui la sessualità non era ancora ben definita. Questo non lo si può negare, anche tu parla solo delle tue vicende personali e non fare di tutta l'erba un fascio!".

È evidente che sia stata cancellata dalle potenti lobby gay (molti di essi sono personaggi del jet set internazionale...) per ovvii motivi. La realtà è che sono persone con questo disturbo, causato da violenze fisiche e/o psichiche subite nell'infanzia. Ma questo non si deve dire, deve passare il messaggio che sia normale rivolgere la propria sessualita' verso lo stesso sesso!"

"La professoressa è stata condannata per aver dichiarato quello che la chiesa cattolica dice da duemila anni: la tendenza omosessuale non è peccato, mentre è peccato l'esercizio dell'omosessualità come l'esercizio della eterosessualità fuori dal matrimonio. Se leggete bene l'articolo dal giornale la professoressa a cui va tutta la mia stima ha dichiarato questo, non quello che la contro parte ha detto a cui il giudice ha evidentemente creduto per non andare contro il pensiero dominante".


Vogliamo piangere.

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