Ricordando Hans Christian Andersen nell'anniversario della morte

Hans Christian Andersen per tutta la vita si è sentito un “anatroccolo” gay.

Il 4 agosto 1875 moriva a Copenaghen Hans Christian Andersen. Il nostro Giorgio ha tracciato il profilo dello scrittore e poeta danese nel post dal titolo: Hans Christian Andersen e la fiaba spezzata.

In occasione dell’anniversario della sua morte vogliamo ricordarlo con due sue fiabe. La prima è Il brutto anatroccolo. Scrive Andersen:

Non importa che sia nato in un recinto d'anatre: l'importante è essere uscito da un uovo di cigno.

Commenta Stefano Bolognini:

Ma non è palese che la favola Il brutto anatroccolo racconti il difficile percorso dell'omosessuale che cerca i propri simili e le sue enormi difficoltà nel farsi accettare? Quanti omosessuali giovanissimi sono stati beffeggiati e derisi? Quanti hanno provato sulle proprie “piume” un senso infinito di solitudine pari a quello del brutto anatroccolo? Quante volte abbiamo provato il senso di essere sbagliati e fuori posto? Quante volte la fuga, o purtroppo la morte, ci sembrava l'unica soluzione alla nostra diversità? E quante “anatre” abbiamo dovuto incontrare prima di trovare “cigni” simili a noi? Quanta gioia da stare anche tra propri simili mostrando anche ai bambini le proprie piume?

Hans Christian Andersen (1805-1875)

Da ricordare anche La sirenetta, fiaba ispirata a una donna nata uomo. E anche qui una citazione, di Giovanni Dall'Orto:

Purtroppo Andersen si sentì per tutta la vita un "soldatino di piombo", impossibilitato ad amare per il suo "difetto"; quando non, peggio, una "sirenetta" (mezzo donna e mezzo... mostro, innamorata di un giovane "normale", come Andersen era mentre scriveva la fiaba) che non poteva ricambiare il suo amore...

Concludiamo il nostro ricordo di Hans Christian Andersen con un passo de La Sirenetta:

I marinai ballavano sul ponte e quando il giovane principe uscì, si levarono in aria più di cento razzi che illuminarono a giorno. La sirenetta si spaventò e si rituffò nell'acqua, ma poco dopo riaffacciò la testa e le sembrò che tutte le stelle del cielo cadessero su di lei. Non aveva mai visto fuochi di quel genere. Grandi soli giravano tutt'intorno, bellissimi pesci di fuoco nuotavano nell'aria azzurra, e tutto si rifletteva nel bel mare calmo. Anche sulla nave c'era tanta luce che si poteva vedere ogni corda, e naturalmente gli uomini. Com'era bello quel giovane principe! Dava la mano a tutti, ridendo e sorridendo, mentre la musica risuonava nella splendida notte.

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