L’Uganda ricorrerà contro l’annullamento della legge anti gay

Il Governo dell’Uganda non vuole accettare la sentenza della Corte Costituzionale e annuncia che farà ricorso.

C’era da aspettarselo. Il Governo dell’Uganda non ha atteso molto per annunciare che farà ricorso contro la sentenza della Corte Costituzionale del paese che abroga la legge anti gay, legge che, come è noto, è entrata in vigore lo scorso mese di febbraio. I giudici della Corte Costituzionale, come abbiamo avuto modo di sottolineare, si sono basati su un problema tecnico – la mancanza del quorum nel Parlamento al momento dell’approvazione della norma – per annullare tutto il processo. La prima reazione del Governo è stata proprio da colui che ha introdotto la legge nel Parlamento, vale a dire David Bahati, che, al giornale The Monitor, ha dichiarato:

La sentenza della Corte non è una vittoria in alcun modo, perché la morale del popolo dell’Uganda prevarrà. Il Procuratore Generale dello stato, persona molto competente, presenterà un esposto alla Corte Costituzionale su questa sentenza. Il nostro team di legali continuerà il processo presso la Corte Costituzionale e credo che vinceremo.

Il collettivo LGBT ugandese esulta alla sentenza della Corte Costituzionale

David Bahati ha anche ringraziato tutti quei parlamentari che avevano difeso “quello che è corretto” e ha criticato l’avvocata dello Stato, Patricia Mutesi, che non aveva avuto l’opportunità di provare la questione del quorum nel Parlamento. Dal canto loro, invece, i cinque giudici che hanno annullato la legge antigay, hanno ritenuto chiaro all’unanimità il fatto che la presidente del Parlamento, Rebecca Kadaga, non aveva tenuto in conto degli avvertimenti di tre parlamentari che avevano fatto notare la mancanza del numero legale. Tra costoro figurava anche il primo ministro Amama Mbabazi, che è stato anche uno dei primi a pronunciarsi contro la legge.

Via | Ragap

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