Golo Mann, una vita nell’ombra

Golo Mann, pseudonimo di Angelus Gottfried Thomas Mann, è stato il terzo figlio di Thomas Mann, e ha vissuto sempre il proprio orientamento sessuale in maniera tormentata.

È la grandezza e la profondità di pensiero a rendere sempre attuali i grandi classici. In qualche modo, l'omosessualità del tardo Ottocento e del primo Novecento è quella che ci viene raccontata attraverso l'immaginifico mondo letterario, o narrato in forma biografica. L'esempio prezzolato è quello che tocca Thomas Mann e i suoi eredi. La stagione della famiglia Mann è quella degli sconvolgimenti mondiali che porteranno le nazioni a guerre insensate, ai razzismi e alle xenofobie più esasperate. Thomas conosce un periodo di sereno splendore, ma anche l'ira vergognosa del nazismo e delle persecuzioni. In mezzo, la sua bellezza di uomo, l'amore per l'arte tramandatogli dalla madre; il dilemma della scelta tra il seguire le meravigliose passioni per altri ragazzi e la volontà di non abbandonare del tutto l'eterosessualità. Farà, seppur confusionalmente, entrambe le cose: amando giovincelli e sposando Katia Pringsheim.

Lavinia Capogna in una imperdibile biografia di Thomas Mann narra con dovizia gli struggenti amori omoerotici liceali, quelli prima e post matrimoniali. Ma allo scrittore, come sanno in tanti, l'omosessualità pur praticata è mal vissuta.

Thomas Mann aveva un atteggiamento molto emancipato verso il lesbismo ma molto severo verso l'omosessualità maschile, il che non è così strano: infatti il secondo caso lo riguardava direttamente e di certo gli causò problemi emotivi, in quanto era represso da lui stesso.

Per lui, o i maschi si sposano o se non lo fanno è perché sono omosessuali.

Golo Mann

Thomas e Katia mettono al mondo sei figli. Uno di questi, il terzogenito, è Angelus Gottfried Thomas Mann, conosciuto con lo pseudonimo di Golo Mann, scrittore, storico e filosofo. Col fratello Klaus condivide l'insaziabile desiderio omoaffettivo; ma mentre Klaus dichiara la sua omosessualità tanto da renderlo ostile agli occhi paterni, Golo tiene per sé le tendenze, manifestate fin da bambino, per il suo stesso sesso. Forse in questo somiglia al padre e probabilmente in questo, anela alla conquista del bene assoluto del genitore.

La delusione arriverà quando Golo avrà la possibilità di leggere i diari paterni, per scoprire che era di poco conto e che, probabilmente, l'unica verità che li univa era l'attrazione per gli uomini; gli stessi di cui lui si era innamorato. Golo era un uomo controverso, le sue critiche verso la Scuola di Francoforte, l'avversione verso mostri sacri della Germania del dopoguerra, non piacciono a molti; anzi a nessuno, tanto che gli viene ripetutamente negata la cattedra di Storia all'Università di Francoforte.

Uno tra i tanti che non sopportavano per nulla Golo Mann era Theodor W. Adorno: se qualcuno proponeva Golo per qualche prestigiosa carica, Adorno & Co. si infuriavano, sbattendo in "prima pagina" l'omosessualità del filosofo. Gli storici affermano che dietro quelle guerre, esisteva in realtà, un’irrefrenabile invidia.

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