Una finestra sul festival: da Sodoma ad Hollywood 2° giorno

C’era da aspettarselo. Chi legge attentamente la cronaca sa benissimo quanto i media possano influenzare su avvenimenti futuri.
Per intenderci. Il triste suicidio di Matteo è stato seguito, ahimé, da quello di una ragazzina di Taranto.
Parallelamente, chi ci segue, avrà notato che circa dieci giorni fa si sono verificati una serie di fatti (riportati nel post “un, due, tre… .liberi tutti”) contro la comunità omosessuale italiana.

Ieri l’ennesima conferma, di un ragionamento cominciato in occasione proprio dopo il suicidio di Matteo. Secondo quanto riportato da “La Stampa”, un ragazzino minorenne vicino a Forza Nuova sarebbe entrato alla presentazione del film d’apertura della rassegna cinematografica.

Il 17enne, perfettamente a conoscenza della censura posta sulla rassegna cinematografica (vietata ai minori di 18 anni), oltre a testimoniare l’assenza di controlli ha voluto far capire ai responsabili del festival che la Consulta provinciale degli studenti torinesi, formata soprattutto da minorenni, era inutile che finanziasse un evento del quale non avrebbe potuto trarne vantaggio.

“Si tratta – ha dichiarato sulla vicenda Giovanni Minerba, direttore del festival - di una provocazione di basso profilo, che dà una nuova prova dell’immaturità di questi giovani”.

Dopo questa doverosa parentesi, concentriamoci sulle pellicole presentate oggi.

In primis, vi segnalo, un film di cui tanto si è disquisito su queerblog.it: “Riparo”.
Oltre al trailer del film (di seguito), vi consiglio di leggere tutta la genesi della distribuzione.

Per chi ne volesse sapere di più su il cinema a tematica israeliano, oggi verrà presentato “The Bubble”.


The Bubble, in breve_Il film inizia da un checkpoint sul confine israelo-palestinese, inserendoci subito in un clima di forte politicizzazione (l'estrema tensione fra i due popoli) che accompagnerà, sullo sfondo, tutto il film. La città di Tel Aviv diventa praticamente un personaggio del film e le critiche politiche sono spesso assai dure e precise. La storia del film è imperniata sull'amore tra Noam, israeliano, e Ashraf, un immigrato palestinese. Capiamo subito che il loro amore è fortissimo e che la loro relazione, centrale nel film, è proibita. Nel film abbiamo anche una importante relazione etero, le cui scene d'amore vengono spesso accavallate a quelle dell'amore tra i due ragazzi gay, come per dimostrare che l'amore è lo stesso in entrambi i casi. Quasi comiche sono invece le scene che parlano dei terroristi suicida gay, che non sanno se in paradiso riceveranno in premio una donna o un uomo vergine. Curioso anche il riferimento al Sansone biblico come primo terrorista suicida. Un film di altissimo valore figurativo e artistico, senz'altro il migliore del regista Fox, che dà alla tematica omosessuale un grandissimo rilievo, ingigantita anche dalla difficile e tesissima situazione politica e ambientale.

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