Il diritto di sepolcro per le coppie di fatto

Bologna sta studiando il modo per permettere la sepoltura congiunta delle coppie di fatto e il settore funerario esulta.

Il comune di Bologna, come è noto, sta pensando di apportare una modifica al regolamento di polizia mortuaria che permetta la tumulazione congiunta per chiunque in vita abbia avuto un legame affettivo. Il sindaco Virginio Merola afferma:

Capisco che il tema magari non è molto allegro, ma basta cambiare il regolamento di polizia mortuaria per permettere a una persona, gay ma anche che ha solo una relazione affettiva, di poter essere tumulato insieme al partner.

E continua:

Oggi, per le regole antiche della polizia mortuaria è permesso solo ai parenti [ma0] quando sei lì in concreto al funerale, è una cosa che fa parte della vita quotidiana delle persone. Non spendiamo o creiamo dei privilegi, ma concediamo di potersi tumulare insieme alla persona amata per tutta la vita. Non mi stanco di dire che dobbiamo cercare di rafforzare i legami affettivi tra le persone qui nessuno vuole parlare della realtà.

Una rosa su una lapide in un cimitero

Così, dopo il via libera alla trascrizione delle nozze tra persone dello stesso celebrate all’estero, il comune di Bologna fa un altro passo avanti.

Ampia eco a questa decisione delle sepoltura congiunta per le coppie di fatto è stata data dagli addetti del settore funerario che, nel loro video quindicinale, affrontano l’argomento con una chiarezza ineguagliabile e un’ironia che, forse, non ci si aspetterebbe da chi lavora in quell’ambiente. Il videogiornale è visibile a questo link.

Ritornando alle parole del sindaco di Bologna, Merola afferma che a Bologna ci sono 91.000 persone che vivono sole e per qualcuno, “sostenere i legami affettivi tra i gay significa disgregare la famiglia”. Il riferimento è alla Curia bolognese che sta facendo ferro e fuoco contro la decisione di riconoscere i matrimoni gay celebrati all’estero. Per Virginio Merola, invece, “trovo molto più convincente aiutare le persone che vivono insieme a farlo piuttosto che stare fermi al palo discutendo di cos’è la famiglia tradizionale o non tradizionale: rafforzando i legami affettivi lavoriamo per la famiglia, al contrario di quello che accade se si mettono “paletti” sui diritti.

Via | Gay News

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