L’Italia è la roccaforte dell’omofobia in Europa

Uno studio dell'Unione Europea mostra quanto l'Italia sia arretrata in fatto di rispetto dei diritti umani delle persone LGBT.

L’Espresso riporta uno studio dell’Unione Europea in cui si analizza la situazione del nostro continente per quel che riguarda le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali. Basandosi su un sondaggio di ben novantatremila persone LGBT maggiorenni dei paesi membri, si evince che “a troppi individui è negato il diritto di essere pienamente sé stessi a causa di intimidazioni, attacchi violenti e comportamenti discriminatori in ogni ambito della vita pubblica”.

Da questo studio, l’Europa risulta divisa in due grandi blocchi: a occidente abbiamo paesi come Spagna, Francia e Inghilterra più quelli scandinavi che in tema di diritti sono più avanzati; dall'altro lato gli stati dell'ex blocco sovietico che, con le leggi che si ritrovano, risultano più arretrati in tema di matrimoni egualitari e unioni civili. In mezzo, a fare da cerniera, troviamo l’Italia e la Grecia paesi in cui il riconoscimento pubblico dei diritti non è vietato, ma, di fatto, è stra-impantanato nel contesto delle riforme, che poi, di fatto, mai avvengono.

L’Italia è la roccaforte dell’omofobia in Europa

Nota L’Huffington Post:

L'Italia è in pessime posizioni in diverse graduatorie. Per esempio per quanto riguarda la diffusione del linguaggio omofobo in politica. Ma anche per le battute contro le diverse identità di genere nella vita quotidiana e le espressioni di odio e avversione contro lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

E continua:

In merito alle espressioni di odio in Italia, a differenza di altri paesi, non esiste ancora una legge che le sanzioni. Per quanto riguarda poi la percezione delle aggressioni fisiche "più di un terzo del campione, il 38 %, ritiene che siano diffusi i casi di aggressione contro le persone Lgbt. L'Italia, tanto per (non) cambiare, è quella messa peggio, il 69 % contro il 31 del Regno Unito, il 26 della Germania e il 23 della Spagna".

Insomma, ancora una volta siamo il fanalino di coda in Europa.

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