Quali sono le cause dell'omofobia? Un excursus

L'omofobia: riconoscerla e contrastarla nella vita quotidiana, nel modo più banale del mondo.

Quali sono le cause dell'omofobia?

Basta indossare un paio di pantaloni rosa, e partono insulti sui social network, che colpiscono come pugni, succede nella civile Italia, patria di letterati, santi e navigatori: ragazzi si suicidano perché essere gay può costituire un problema, per la loro vita e il loro futuro. Rappresentanti delle istituzioni si permettono esternazioni che emarginano e dividono la popolazione in varie fasce, senza rispetto per le differenze, si ribadisce che concedere diritti ai gay non equivale a toglierli alla famiglia tradizionale. Si rassicura, come se i diritti umani andassero concessi, centellinati, e non fossero esigenze e necessità pari per tutti.

Si registrano in metropoli come Roma e Milano, aggressioni omofobe. Qualcuno usa violenza, fisica, morale, verbale, verso qualcun altro, perché non condivide la sua condotta, e il suo orientamento sessuale. Un atteggiamento permesso, che rischia di non essere socialmente perseguita perché non lo è penalmente. Ma cos'è l'omofobia, come si può contrastare? Non è una domanda di facile risposta. L'omofobia è un'avversione verso altre forme di sessualità - già la sessualità, di chiunque, etero e gay, è avversata dalla Chiesa e da altre religioni perché ha a che fare col corpo, unico campo di battaglia e di esperienza, individuale -.

L'omofobia deriva dall’idea che l'unico orientamento sessuale valido sia quello eterosessuale e che la sola maniera per essere considerato normale e sano è scegliere un partner del sesso opposto. Per avvalorare la tesi si ripete anche spesso l'espressione: «L’omosessualità è contro natura», mentre da osservazioni si è scoperto che l'omosessualità è praticata tra topi, criceti, porcellini d’India, conigli, porcospini, capre, cavalli, maiali, leoni, pecore, scimmie, scimpanzé e dai famosi pinguini. Si ha paura di ciò che non si conosce, e se già l'esplorazione della sessualità e dell'emotività legata al corpo etero fa paura, e questo, penso, viene amplificato nel caso dell'omosessualità.

Da dove viene l'omofobia


Quali sono le cause dell'omofobia?

Una delle forme più subdole di omofobia è la negazione dell'esistenza della vita affettiva degli omosessuali. Come se non parlare di lesbiche, gay e trans, equivalesse a negarne l'esistenza. Quel "possono fare ciò che vogliono, basta che non lo dicano".

Perché rivendicare diritti se basta non esistere? Immaginate gli effetti di un'omofobia strisciante, su un ragazzo che sta cominciando a prendere coscienza del proprio orientamento, diventa un modo per percepirsi soli, condannati al silenzio. Scriveva sull'Huffington Post, qualche tempo fa Giuseppina La Delfa, presidente delle Famiglie Arcobaleno:

Quelli che dicono "no" oggi in Francia non dicono "no" all'omogenitorialità, che esiste malgrado loro ovunque, dicono "no" alla protezione dei minori nati dal desiderio delle persone omosessuali. In verità dicono "no" alla visibilità dell'omosessualità e dicono "si" alla clandestinità, al sopruso , all'omofobia e all'odio.

Qualche mese fa, a Napoli, organizzato dalla Scuola di dottorato in Scienze psicologiche, pedagogiche e linguistiche - Dottorato in studi di genere - dell'Università "Federico II e la questura della città partenopea, è stato istituito un seminario, con l'obiettivo di sensibilizzare gli agenti di polizia sui temi dell'omofobia, uno dei classici seminari di aggiornamento professionale, intitolato "Cultura delle differenze e crimini d'odio: aspetti legislativi, psicologici e sociali". Occorre preparare, far sì che le leggi (ancora da emendare) siano applicare, e rendere coscienti i tutori dell'ordine del problema. Perché a volte, a lasciare di stucco sono gli attacchi di quanti dovrebbero rappresentare e tutelare la pluralità delle famiglie, il naturale e condiviso desiderio di fare casa e coppia, ovvero i politici. A Milano, a marzo, il consigliere PDL, Francesco Migliarese, non contento di aver richiesto una mozione, a suo avviso per tutelare i bambini lombardi dalla visione dello spettacolo di Altan Piccolo uovo, in cui due pinguini maschi adottano un piccolo uovo, in scena la teatro Litta. In una nota ha commentato:

Da parte mia non c'è alcuna paura né fobia, soltanto un'idea diversa dell'uomo e della società. Possiamo discutere sulla regolamentazione delle unioni omosessuali, ma inculcare nei bambini l'idea che queste siano equivalenti all'unione tra un uomo e una donna è un'operazione ideologica che non possiamo accettare.

Per fortuna un altro rappresentante delle istituzioni ha detto la sua, l'assessore comunale alla Cultura Filippo Del Corno, che ha considerato:

allarmante che in una città come Milano ci siano rigurgiti di questo tipo. Essere gay non è una ideologia né una tendenza, credo che ognuno debba vedere riconosciuto il proprio diritto all'affettività e alla sessualità. Invito il consigliere di Zona 3 a riflettere assieme a noi, magari venendo ad assistere allo spettacolo di Altan.

Perché uno dei modi di contrastare l'omofobia è sicuramente questo, conoscere, frequentare, persone omosessuali. Vedere come vivono, come amano, come si relazionano. Esattamente come tutti. Ve lo devo spiegare io come si conosce meglio qualcuno? Una banalità assoluta, ma funziona: lasciar cadere il pregiudizio.

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