Omofobia. Storia e critica di un pregiudizio

L’omofobia si situa, al tempo stesso, sul piano dell’irriflesso e del simbolico, dell’habitus e dell’immaginario: in altre parole, di quel­l’ideologia dominante che Daniel Borrillo mette radicalmente in questione.

Interessante e ben fatto il libro di Daniel Borrillo – laureato in Giurisprudenza all’Università di Buenos Aires, professore di Diritto all’Università di Parigi-X Nanterre e specialista di fama internazionale di questioni giuridiche legate alla discriminazione, ai diritti delle minoranze e ai gender studies – Omofobia. Storia e critica di un pregiudizio, edito da Dedalo con la postfazione di Stefano Fabeni e la traduzione di Domenico Caiati.

L’omofobia è l’atteggiamento di ostilità nei confronti degli omosessuali, uomini o donne che siano [...] Come la xenofobia, il razzismo o l’antisemitismo, l’omofobia è una manifestazione arbitraria che consiste nel definire l’altro come “contrario”, inferiore o anomalo. Nella sua irriducibile differenza, l’altro viene situato altrove, al di fuori dell’ambito comune degli esseri umani (p. 7)

In quattro densi capitoli, Borrillo analizza il fenomeno dell’omofobia. Nel primo capitolo pone dei paletti affrontando le definizioni e le questioni terminologiche. Passa poi, nel capitolo secondo, ad analizzare le origini e gli elementi precursori dell’omofobia nel mondo greco-romano, nella tradizione giudaico-cristiana e nell’attuale visione della chiesa cattolica. Il terzo capitolo affronta le dottrine eterosessiste e l’ideologia omofobica con tutte le varie tipologie possibili: omofobia clinica, antropologica, liberale, burocratica, parossistica... Nel quarto e ultimo capitolo vengono affrontate le cause dell’omofobia. Tra le varie cause mi sono soffermato particolarmente sull’omofobia interiorizzata:

I gay e le lesbiche non sono risparmiati dai sentimenti omofobici. L’odio della società nei confronti degli omosessuali può trasformarsi in odio verso se stessi [...] Lo stereotipo ancora diffuso dell’omosessuale incapace di una vita affettiva piena, senza famiglia e senza figli, ridotto a finire le sue giornate in una solitudine insopportabile, spesso risolta con il suicidio, ossessiona molti gay che, per evitare tale “tragico destino”, si impegnano in un’opera di rifiuto della loro sessualità (pag. 101).

Daniel Borrillo, Omofobia. Storia e critica di un pregiudizioE continua

Di fronte a una tale carenza di punti di riferimento culturali, la disperazione che assale molti adolescenti gay e lesbiche sembra comprensibile. La manifestazione pubblica della loro omosessualità (coming-out) rappresenta in questo senso un momento liberatorio. Con questo gesto, gay e lesbiche vogliono farla finita con la clandestinità in cui sono stati confinati (pag. 103-104)

Quindi conclude il paragrafo rispondendo a una domanda che spesso abbiamo sentito anche qui su Queerblog:

Nessun eterosessuale si sogna di fare un coming-out: è già nell’universo pubblico, grazie alla sua “normalità” gode da sempre della presunzione di eterosessualità. L’omosessuale, invece, a causa della sua differenza, deve annunciarsi, chiedere permesso, avvertire i “normali” del suo ingresso in un territorio che non gli è naturalmente destinato. Ma tale domanda non è forse il segno del riconoscimento di questa forma di dominazione eterosessista? (pag. 104)

Il libro termina con due perle: la conclusione vera e propria che parla Dei mezzi per lottare contro l’omofobia e l’ampia postfazione di Stefano Fabeni sull’Italia delle omofobie.

Un libro che consiglio caldamente sia per poter avere una conoscenza chiara del fenomeno sia per avere una solida base argomentativa per rispondere a chi dice che in Italia l’omofobia non c’è...

Daniel Borrillo
Omofobia. Storia e critica di un pregiudizio
postfazione di Stefano Fabeni
Dedalo 2009
168 pagine, euro 16,00

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