Tia Pesando, giovane transessuale che vuole diventare suora

Tia Pesando, che per anni ha vissuto come Ted, è fermamente intenzionata a diventare suora e farà di tutto per vedere realizzato il suo sogno.

L’Espresso riporta la storia di Tia Pesando, giovane canadese transessuale che vuole diventare suora. L’articolo è un po’ sensazionalistico e contiene qualche errore (qualche confusione tra noviziato e postulandato, monache e suore e simili). In ogni caso la storia di Tia è la seguente:

La giovane canadese, nata intersex (con una non definita identificazione sessuale alla nascita), ha vissuto gran parte della sua vita come Ted, un maschio. “Ma mi sono sempre sentita come in prigione”, spiega, e sei anni fa, all'età di 28 anni, ha deciso di intraprendere la transizione verso il genere femminile, cominciando ad assumere una terapia ormonale. Poi, due anni fa, è arrivata “la chiamata di Dio”. “Ho ritenuto fosse importante seguire questa voce che mi parlava dall'interno – ha dichiarato alla rete televisiva locale London Community News – E so che potrò incontrare delle difficoltà, sono pronta ad affrontarle”.

Tia Pesando, giovane transessuale che vuole diventare suora

Di donne transessuali che decidono di abbracciare la vita religiosa ce ne sono alcune: L’Espresso ricorda Giò Stajano che negli ultimi della sua vita voleva ritirarsi in convento ma non poté e decise, quindi, di vivere come “suora laica”. In passato vi abbiamo parlato di suor Cristina, nata Marco, che è diventata monaca di clausura, entrando nella famiglia religiosa della Riconciliazione, la piccola comunità monastica nata in Italia dalla chiesa vetero-cattolica, vicina a quella anglicana. C’è stato poi il caso di suor Geraldine Marquet che dopo l’operazione di attribuzione del sesso ha intrapreso la via religiosa, cammino che ha interrotto dopo qualche mese, ritornando alla vita laicale.

Qualche tempo fa, poi, l’ANSA aveva battuto la notizia che Casapound volesse aiutare una donna transessuale a diventare suora: purtroppo per l’ANSA era una bufala e Casapound voleva solo stigmatizzare l’operato del Partito Democratico.

  • shares
  • Mail