Gay & the city: single a Milano tra discoteche, pub, incontri e ... brindisi al "Next!"

Una nuova rubrica per parlare - e ironizzare- sui tanti luoghi comuni e amare verità. Il mondo gay è davvero come viene raccontato? Quanto è simile alle dinamiche di un rapporto etero? E quanto diverso?

"Se potessi tornare indietro, vorrei rivivere gli anni che vanno dai 20 ai 30". Questa è una delle frasi che sento più spesso dalle persone con cui esco e che frequento. A volte poi il livello di abbassa quando non hanno ancora raggiunto la trentina e si modifica in "anni che vanno dai 20 ai 25".

Premessa: chi scrive ha 33 anni. E se potessi, oggi, ancora non tornerei indietro perché quasi sicuramente mi comporterei - in linea di massima- allo stesso modo di come ho fatto in passato. Mi piacerebbe, forse, avere delle anticipazioni, degli spoiler. Quello sì. Sapere che la persona per la quale sto dannandomi e che voglio a tutti i costi accanto a me, in realtà, si rivelerà essere molto simile ad uno stronz0. O che mentre ci siamo presi una fatidica pausa di riflessione e io sto ascoltando "La compilation delle canzoni più strazianti che invitano al suicidio", dall'altra parte qualcuno sta cercando conforto e la soluzione ai nostri problemi, con la testa in mezzo alle gambe di una terza persona. Cosa a me ignota. Ecco, quello forse mi piacerebbe saperlo, solamente per non perdere tempo prezioso dietro a chimere che mi sono immaginato e creato solo io. Piccole previsioni future, come brevi trame che si leggono per le future puntate di un telefilm.

Sono le incognite che ci fregano. E poi ci sono gli errori che facciamo anche noi. Non siamo santi né perfetti, anzi. A ricordarcelo e farcelo presente, spesso ci sono gli amici di cui ci circondiamo, importante -e anche a volte scomodo- specchio di quello che in noi stessi non vediamo. Amici gay, etero e frociare (posso usarlo senza che mi linciate di essere politically uncorrect, vero?) a cui chiediamo opinioni, un confronto e qualche indispensabile e prezioso consiglio. E se poi, le cose non vanno esattamente come vogliamo noi (o speriamo) sono sempre accanto a te, pronti a brindare al prossimo.

"Next..."

E' ormai questo lo slogan che spesso ripeto con i miei amici e che poi viene accompagnato da un sorso di vino. Il primo.

gay and the city

Quando poi vivi a Milano, hai 33 anni e sei single dopo diverse lunghe storie importanti, le serate del weekend -o qualche sporadico aperitivo- diventano una serie di brindisi verso quell'incontro che spazzi via un po' di monotonia e che sia, soprattutto, fonte di novità. "Devi solo sc*pare un po' di più! Devi sbloccarti!" mi consiglia spesso Daniele, uno dei miei amici di uscite, mentre Eleonora (sì, una delle amiche frociare) annuisce, sottolineando come spesso un orgasmo possa essere utile al caso.

"Io lo capisco invece, non ha voglia dei sex date e degli appuntamenti prefissati con quello scopo", mi appoggia David, un altro mio amico inglese (fidanzato da anni), per poi però bisbigliare un "Però che devi sbloccarti è vero...".

Avere 33 anni. Non essere portato per i sex date. Rifiutarne. Sperare nelle novità, negli incontri inaspettati. E non avvengono mai PER CASO, basta con queste storielle raffazzonate da filmetto pomeridiano di Canale 5 alla Rosamunde Pilcher.

Vivere a Milano, una delle città più gayfriendly che ci siano in Italia, secondo i luoghi comuni. E' tutto così rose e fiori, facile e divertente? Tra Grindr, coppie aperte, appuntamenti al buio, prime uscite, frequentazioni, etero confusi e confusi dagli etero, la strada prevede una serie di dossi non indifferenti. Botte al cul0 comprese per i salti.

Ma che il viaggio continui con qualche retroscena, episodio, tema di discussione o incontro che, spesso, sarà accaduto anche a voi. O no? Scommettiamo? Ci rileggiamo qua nella nuova rubrica Gay & The City.

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