Sport e gay: l'85% degli sportivi omosessuali vittime di discriminazione

Coming out, omofobia e omosessualità nello sport: ecco qualche dato e curiosità

I colleghi di Rugby 1823 hanno analizzato gli ultimi coming out partendo da Gareth Thomas, campione che ha fatto coming out anni fa e la cui storia verrà portata sul grande schermo da Mickey Rourke. In questi giorni, invece, nel nuoto, abbiamo avuto l'omosessualità di Ian Thorpe.

Ma come mai il coming out avviene spesso al termine della carriera o dopo anni di silenzio e di negazioni? Una delle tante risposte la riesce a dare il caso di Jay Clayton, promessa del rugby che a 18 anni giocava in un club di Christchurch. Nel 2007 decide di raccontarsi e rivelarsi alla famiglia e agli amici. Non fa coming out con i suoi compagni di squadra che, però, vengono a scoprirlo ugualmente poco dopo. Battutine, risate, frecciatine. Poi, le parole chiare del suo mister:

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"Il mio allenatore mi disse che la squadra si era riunita e aveva votato, dichiarando di non trovarsi a proprio agio ad avermi in squadra. Non volevano che tornassi ad allenarmi".

L'anno dopo il giovane si è trasferito in Australia, e ha giocato sia per un club di Sydney sia per uno Perth ma non ha ai più fatto coming out. Infine, secondo una ricerca neozelandese, ben l'85% degli sportivi omosessuali ha vissuto o è stato protagonista di atteggiamenti omofobi da parte dei compagni di squadra, avversari o dirigenti.

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