Stephen Tomlin, il dongiovanni bisex del gruppo di Bloomsbury

Scultore di talento e bisex inveterato, Stephen Tomlin nascondeva sotto l'apparente amabilità una personalità particolarmente complessa.

La fama dell'artista inglese poggia oggi quasi per intero sul busto di Virginia Woolf che realizzò nel 1931. Un impegno mal sopportato dalla grande scrittrice che, come è noto, non amava essere guardata o scrutata troppo a lungo. Tuttavia la scultura di Stephen Tomlin, pur feroce e spietata (la Woolf appare precocemente invecchiata), ha saputo catturato la sua essenza o almeno quel qualcosa (parole del nipote della stessa autrice) che era invece sfuggito ad altri artisti e fotografi prima e dopo di lui.

Stephen Tomlin (1901-1937) del resto faceva parte a tutti gli effetti del celebre gruppo di Bloomsbury di cui abbiamo tante volte parlato. Spigliato e bisex, il giovane artista passava con nonchalance da un flirt all'altro senza mai mettere paletti o linee di demarcazione tra i sessi. Il suo modo di fare conquistava subito, ma la sua indole era più complessa, a tratti subdola ed in alcuni frangenti addirittura malevola. La stessa Woolf non l'aveva in particolare simpatia. Forse, dicono alcuni, ne subodorava la pericolosità.

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Tra le sue conquiste lo scrittore Lytton Strachey (di cui realizzò un altro riuscitissimo busto) che infilò una lettera d'amore sotto la porta della sua camera da letto e la pittrice Dora Carrington che lasciò poi per sposare Julia Stratchey. Una vita disinvolta, sentimentalmente dinamica che finì tuttavia presto, quando lo scultore aveva solo trentasei anni.

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