Assurda aggressione omofoba su un treno a Piacenza

Stando a quanto riporta la stampa, l'aggressione, dai chiari risvolti omofobi, avrebbe coinvolto molte persone.

Da Piacenza giunge un’assurda storia di omofobia, avvenuta su un treno carico di viaggiatori. A quanto racconta la stampa un gruppo di piacentini ha preso di mira un ragazzo che aveva chiesto a una signora di poter spostare il passeggino per sedersi sull’unico posto rimasto libero. Appena fatta la richiesta, alcuni ragazzi si sarebbero avvicinato al giovane studente e lo avrebbero minacciato e picchiato. Racconta la vittima, che ha sporto denuncia:

Uno di questi ragazzi, prima si è alzato dicendo: “Non sopporto questi modi di fare da checca isterica, quale sei” e poi mi ha invitato ad uscire, nello spazio tra i due vagoni, per regolare i conti. Non ho accettato la provocazione e, dopo essermi accertato che non aveva intenzione di rientrare, mi sono seduto al suo posto. In quel momento ho iniziato a ricevere degli insulti dai suoi amici: mi hanno detto che avrei dovuto chiedere scusa per la richiesta di spostare il passeggino e che non ho avuto rispetto di quella donna perché io figli non ne avrei mai potuti avere.

Il ragazzo ha precisato:

Posso capire il nervosismo, tipico dei vagoni affollati e che la mia richiesta possa essere sembrata puntigliosa. Ma sarebbe bastato disporre in modo diverso il passeggino e mi sarei potuto sedere, non avevo certo chiesto che se ne andasse.

Assurda aggressione omofoba su un treno a Piacenza

Dopo la discussione sono volati degli schiaffi da parte di un ragazzo della comitiva, stando sempre a quanto detto dalla vittima:

Mi ha dato un ceffone e quando ho risposto ai continui insulti, dicendogli che preferivo essere frocio, come mi hanno etichettato, rispetto che omofobo, lui mi ha risposto: meglio omofobi che come te.

Sembra che anche il resto del vagone avrebbe inveito contro il giovane studente, a partire dalla signora che occupava il posto libero con un passeggino.

Come detto, il ragazzo ha sporto denuncia e così ha commentato Valeriano Scassa, presidente dell’Atomo Arcigay di Piacenza:

A noi come associazione arrivano un gran quantità di segnalazioni di casi anche più gravi che però non vengono denunciati. È capitato persino di accompagnare persone al pronto soccorso e anche se i sanitari li avevano esortati a denunciare loro si erano rifiutati. Nel male, in questo caso, c’è di buono che è la prima volta che in città un ragazzo sceglie di denunciare. Speriamo non sia l’ultima.

Grazie a Davide per la segnalazione

Via | Piacenza 24

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