I musulmani londinesi sono intolleranti ai gay

In una recente puntata di “Otto e Mezzo” (il talk d’approfondimento condotto su La7 da Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara) una docente di Diritto Internazionale rifletteva sul concetto di comunità, di come questo identità abbia perso valore.

Perde valore in base a quali criteri? Ho provato a ragionarci dopo aver letto i risultati di un sondaggio condotto sui musulmani che vivono a Londra.

Secondo l’inchiesta meno del 5% degli intervistati gay e lesbiche fanno bene a vivere la propria omosessualità. Lo stesso studio, condotto, su scala europea ha rivelato che solo il 35% non tollera gli omosessuali.

Premesso che il segretario della comunità musulmana londinese è sotto inchiesta dopo aver rilasciato dichiarazioni omofobe alla Bbc, quali sono oggi i comportamenti più adatti che un cittadino deve seguire per vivere decorosamente la propria esistenza?

Il rispetto, vista anche la bagarre italiana, è lo strumento che prima di tutti viene scartato.

L’indifferenza non si manifesta neanche tra vicini. I media, i classici, si concentrano ormai su tutti gli aspetti inerenti alla sfera privata.

Della tolleranza sentiamo parlare, se va bene, solo dai medici che ci consigliano la dieta alimentare più adatta.

Possibile che l’esperienza maturata come comunità GLBTQ si sia persa con le nuove generazioni?! Esistono ancora veri e propri punti di riferimento per le nuove generazioni di gay, lesbiche, bisex, transessuali?!

N.B. la foto ritrae due ragazzi iraniani giustiziati a causa della loro omosessualità

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