Mio figlio è gay: la rottura di un tabù in India

Iniziata una campagna di raccolta fondi per girare un film che mostra l’omosessualità in seno alle famiglie indiane.

Non è facile trovare fondi per girare un film come “Mio figlio è gay”, il cui tema è ancora considerato un tabù nel paese. Anche i principali produttori commerciali non sembrano disposti ad affrontare questo tipo di storie.

Affermano così gli ideatori del film indiano Mio figlio è gay che, nonostante le mille difficoltà che devono affrontare, sono riusciti a raccogliere una parte del budget necessario tramite una campagna di crowdfunding. E continuano:

Noi ideatori avevamo ben compreso che non potevamo aspettare un produttore dalla mente aperta che ci sostenesse e investisse il suo denaro in questa storia. Così, abbiamo valutato l’idea del crowdfunding.

Mio figlio è gay: la rottura di un tabù in IndiaL'essersi rivolti a un finanziamento dal basso, avrà anche un risvolto positivo dal punto di vista del film in sé, come affermano gli autori:

Questa possibilità ci darà il controllo e la libertà per portare avanti un film soffermandoci anche sugli aspetti artistici, senza dover cedere a strategie proprie del cinema commerciale.

Nel cast figurano l’attrice Anupama Kumar, molto nota in India, e l’emergente Naccatra Bagwe, entrambi nei ruoli principali. I due hanno anche girato il trailer lanciato per la raccolta fondi, trailer che sta diventando virale (dopo il primo minuto in cui parla il regista, inizia il trailer vero e proprio).

Per attrarre Lokesh Kumar, autore e regista del film, ha studiato una sorta di strategia di ricompensa:

A seconda della somma versata, quanti hanno donato possono diventare co-produttori, produttori associati, produttori esecutori e via dicendo. Coloro che finanzieranno il progetto potranno partecipare alle riprese, conoscere il cast e anche cenare con loro.

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