Un aspetto del coming out: le paure dei genitori

Quali sono le maggiori paure che vivono i nostri genitori rispetto alla conoscenza della nostra omosessualità?

Nonostante i più tendano a non dirlo prima ai genitori, l’espressione manifestata del proprio orientamento sessuale in famiglia rappresenta in fondo il passaggio più importante, l’unico davvero di rilievo per essere sereni con il mondo, anche con coloro che non ci accetteranno. Ma non è semplice come scriverlo.

Spesso pensiamo, e non a torto, ai problemi che i genitori si farebbero e si faranno sapendolo. Ma quali sono? Molti anni fa in effetti non pochi ragazzi sono stati buttati fuori casa: erano tempi difficili dove l’omertà sul tema, nei media e nella società, era dominante. Oggi, pur trovando casi di genitori che continuano a mettere alla porta i figli che fanno coming out, i motivi sono per lo più legati alla possibile delusione arrecata, o alla possibilità che il coming out possa rendere impossibile la serenità del rapporto.

Non si pensa solo al proprio figlio, ma anche a ciò che lo circonda: una delle paure più grandi è la possibilità che si venga discriminati (loro come genitori e il figlio in primis) e che non si possa trovare mai un rapporto sentimentale stabile. Altri vengono spaventati dai presunti rischi alla salute, secondo il luogo comune per il quale omosessuale è sinonimo di Hiv .

Se c’è una cosa certa, è che la reazione dei genitori è molto spesso diversa da quella che ci si aspetta. Insomma, a volte sono loro a stupirci più di quanto noi possiamo fare con loro. La verità in generale, ma anche quella del coming out, ha bordi taglienti. Come l’amore che si cela dietro al gesto, d’altronde.

Oggi è la giornata del coming out

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