Mondiali 2014 "abominio omosessuale": troppe scarpe colorate e acconciature contro la Cristianità

Le scarpe colorate dei Mondiali 2014? Un "abominio omosessuale" secondo questo prete ortodosso russo

scarpe colorate mondiali 2014

I Mondiali 2014 sono un "abominio omosessuale" ed è giusto che la squadra del suo paese abbia perso: no, non è Cesare Prandelli a parlare, ovviamente, ma un cristiano ortodosso, o meglio: un prete ortodosso russo che si è rallegrato per l'uscita della sua squadra dal torneo che tanto ha deluso i tifosi. Se fosse stato un abitante di un'altra nazione a parlare, avremmo reagito con stupore: siccome è stato un russo, invece, ci stupiamo ma fino a un certo punto (di bestialità - come ben sapete - ne abbiamo sentite già parecchie).

La notizia è stata battuta poco fa dal Corriere dello Sport, quindi avrà avuto senz'altro parecchia eco presso la comunità sportiva (russa e non solo); facciamo subito il punto della situazione e vediamo immediatamente le dichiarazioni del prete Alexander Shumsky:

Indossare scarpe rosa o blu è come mettere delle mutandine o dei reggiseni - questo è quanto ha scritto nella sua rubrica sul sito “Linea del popolo russo” -. [...] L'ideologia liberale del globalismo vuole chiaramente opporsi alla Cristianità col calcio. Ne sono sicuro. Quindi sono felice che i giocatori russi abbiano fallito e, grazie a Dio, non partecipino più a questo abominio omosessuale.

Parole che non vanno neanche commentate e che dovrebbero preoccupare soprattutto la comunità ecclesiastica: pensare che i gay vadano sterminati in quanto tali è un conto; pensare che una squadra debba perdere perché le scarpe dei calciatori sono troppo colorate è un altro: nel primo caso, almeno, c'è qualcosa per cui indignarsi - o, al massimo, da elogiare se si è omofobi - e non qualcosa per cui ridere a crepapelle. Contenti loro, comunque, contenti tutti: ormai parlar male della Russia significherebbe sparare sulla Croce Rossa.

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