Quindici luoghi comuni sul mondo gay

Sono tantissimi i luoghi comuni sul mondo LGBT. Vediamo di sfatarne alcuni.

Siamo nel 2014 (e non nel 2000 come si dice nel film di Özpetek Mine Vaganti) e molti, troppi pregiudizi e/o false informazioni ci sono sul mondo lgbt. Basti pensare al discorso “donazione sangue”: la tesi di fondo è che noi gay non possiamo donare perché, in fin dei conti, non facciamo altro accoppiarci in maniera non protetta trasformandoci, quindi, in portatori di tutte le malattie possibili ed immaginabili. Altri pregiudizi/luoghi comuni sono quelli del fatto che essere gay è una malattia e che due gay non possono avere una normale vita di coppia: pregiudizio, questo, che, insieme ad altri, sta alla base di molti discorsi contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Così molti gay nel lavoro, nella scuola, in famiglia soffrono per colpa dell’ignoranza dei più e, purtroppo, alcuni gay fanno propria questa visione erronea della realtà entrando, di conseguenza, in uno stadio di depressione e ritenendo impossibile avere una vita normale ed essere felici. Vediamo alcuni di questi luoghi comuni e cerchiamo di confutarli. Sgombrare il campo dalle dicerie è uno dei primi passi per guardare seriamente in faccia la realtà.

Il 2014, finora, è stato l’anno dei coming out

Le falsità su noi persone lgbt possono essere suddivise a seconda dell’ambito a cui si riferiscono. Una prima fetta di esse riguarda l’origine dell’omosessualità.


  • L’omosessualità è generata da qualcosa nel cervello. Nessuna teoria ha potuto ancora spiegare l’origine dell’omosessualità: né le teorie biologiche (genetiche, ormonali e neuroanatomiche), né quelle basate sull’apprendimento. Pare che ci sia una certa influenza genetica, ma risulta incomprensibile come e che ruolo abbia nel determinare l’orientamento sessuale. D’altro canto, trovare differenze biologiche non implicherebbe trovare la base di un problema, ma solo parte della diversità della specie umana.

  • I genitori sono colpevoli dell’omosessualità dei figli. Molti genitori si sentono in colpa quando scoprono l’omosessualità dei figli. Al giorno d’oggi sappiamo che l’orientamento sessuale non ricade sotto il controllo dei genitori e, dal momento che è un orientamento sessuale sano e degno, non vi è colpa alcuna. Ancora non si conoscono i motivi per i quali esistono persone omosessuali e persone eterosessuali. Quello che si sa è che tanto gli etero quanto i gay fanno parte della natura della specie umana.

  • L’omosessualità è di moda. Semplicemente ci sono più coming out. Si stima che il 10% della popolazione sia omosessuale e il 15% non si consideri eterosessuale. Il restante 85% non è esclusivamente etero, dal momento che il 35% delle persone ha esperienze affettive e sessuali di carattere omosessuale. La conquista di diritti legali e la maggior tolleranza sociale rende più facile fare coming out.

Si passa, poi, al discorso di omosessualità come malattia o di qualcosa come contro (una non ben definita) natura:


  • Si può curare l’omosessualità. La comunità scientifica internazionale non appoggia le terapie di guarigione, dal momento che non si è stata riscontrata neppure una sola argomentazione valida che possa sostenerle: non esistono, per esempio, casi clinici documentati nei quali l’orientamento del desiderio sia cambiato attraverso tali terapie. Le terapie riparative, inoltre, comportano rischi molto alti, come la depressione, l’ansia e atteggiamenti autodistruttivi. Durante queste terapie fanno credere che gli omosessuali sono solitari, infelici ed insoddisfatti senza presentare la possibilità di raggiungere la felicità e la soddisfazione come persone omosessuali.

  • I bisessuali sono persone confuse. La bisessualità è un vero e proprio orientamento sessuale e indica quanti possono provare attrazione affettiva e sessuale indistintamente verso persone di entrambi i sessi (anche se possono avere relazioni con un solo sesso per molti anni o hanno una relazione stabile con una sola persona).

  • La transessualità è una malattia. Le persone transessuali non soffrono per il fatto di essere soggette a qualche malattia, ma per il forte rifiuto sociale e per quei conflitti che sono comuni a quelli delle altre persone.

  • Gli animali sono eterosessuali. Ci sono tracce di omosessualità in 1500 specie animali di vario tipo: mammiferi, uccelli, molluschi, ragni, vermi e insetti. A seconda della specie, la percentuale di omosessualità varia dal 2 al 15%. E nascono simpatici aneddoti come quello della balena maschio che è più fedele quando è in coppia con un altro maschio.

Si fa leva anche sul discorso pericolosità dell’omosessualità:


  • Gli omosessuali costituiscono un gruppo a rischio HIV. Non esistono gruppi a rischio, ma pratiche rischiose. Sono gli omosessuali che mettono in atto pratiche ad alto rischio che sono realmente in pericolo, così come gli eterossesuali. Pratiche ad elevato rischio di contagio sono il sesso anale senza preservativo e l’eiaculazione in bocca; massima attenzione, poi, va posta in caso di ferite che sanguinano e con il liquido prespermatico.

  • Gli omosessuali consumano sempre più droghe. L’isolamento e la mancanza di sostegno sono i motivi più scatenanti di un maggior consumo di droghe; a questi va unito un ostile ambiente eterosessuale. L’omofobia interiorizzata, lo stigma per l’essere gay e il conseguente stress sociale possono indurre alcune persone a reagire ricorrendo a sostanze stupefacenti.

Ovviamente, quando mancano argomenti seri, si inizia con illazioni sulla vita sessuale/privata delle persone: cosa c’è di meglio per screditare qualcuno?


  • Gli omosessuali sono meno maschili. Da un lato, l’omosessualità suppone una trasgressione di genere, una rottura con le norme sociali che hanno caratteristiche per definite per gli uomini e le donne. Dall’altro lato, la mascolinità è un’idea abbastanza soggettiva, tenendo anche presente che ci sono culture per le quali l’omosessualità è parte dei rituali per raggiungere la virilità adulta. Di fatto, “genere” non significa essere uomo o donna, ma include qualunque comprensione ideologica associata a cosa significhi essere maschio o femmina, trasformando così in natura quanto in effetti è ideologia. Gay, lesbiche, bisex o transessuale sono solo etichette o categorie di genere.

  • Gli omosessuali sono effeminati. Ci sono molti gay maschili così come ci sono molti etero effeminati. In realtà avere relazioni sessuali e/o affettive con uomini viene considerato ideologicamente femminile. Solo chi divide il mondo in “maschio” e “femmine” vedrà omosessualità dappertutto.

  • Nelle coppie gay uno fa il maschio e l’altro la femmina. Quest’idea è stata creata e corroborata da molti etero che hanno cercato di appioppare la tipica relazione uomo/donna alle coppie gay. Tale visione del mondo omosessuale è molto riduttiva e con il passare del tempo la società scopre sempre più che due uomini (o due donne) possono amarsi senza dover interpretare alcun ruolo.

  • Gli omosessuali non possono avere una relazione di coppia stabile. Se fosse vero, non avrebbe ragione di esistere il matrimonio gay e tutte le battaglie che si fanno per estenderlo in tutto il mondo. Come gli etero, i gay decidono se voler vivere da single o in coppia. Amare qualcuno e tenere un progetto di vita con lui non ha nulla a che vedere con l’orientamento sessuale.

  • I gay son più promiscui degli etero. La società etero si è costruita lungo secoli di repressione religiosa: con il tempo il sesso si è trasformato in un tabù e la fedeltà in un modello universale di coppia. Ma non prendiamoci in giro: etero e gay hanno gli stessi istinti sessuali. L’unica differenza, spesso, è che i primi si nascondono e i secondi li vivono più liberamente. Come spiegare, altrimenti, l’esistenza di molti locali per scambisti (etero) o le mille e mille pagine di incontri sessuali tra uomini e donne? Non esistono mica solo quelli per gay...

Alla fine, quando non si sa più cosa dire, si tira fuori – in maniera subdola, ovviamente – la superficialità di noi gay:


  • I gay hanno molti soldi. In genere i gay non hanno più denaro, solo hanno meno spese di una famiglia eterosessuale, per esempio. Tale situazione permette loro di utilizzare gli introiti per attività meno necessarie e per questo si può avere la sensazione che i gay abbiano più denaro. Al giorno d’oggi molti gay svolgono un lavoro più che normale o sono precari.

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