La tv, che piace ai gay, non discrimina gli etero

In Italia, qualcuno sicuramente lo saprà, sta circolando una petizione on-line affinché Lorella Cuccarini sia la madrina del prossimo Gay Pride.

Personalmente non la condivo molto. Non condivido l’idea, o lo stereotipo (a seconda dei punti di vista), secondo il quale la comunità GLBTQ possa essere rappresentata da un certo tipo di icone. Vabbé.

A testimonianza di quel che penso, e del cambiamento avviato in altri paesi del mondo questo post lo sviluppo parlando dei Media Awards consegnati dalla Glaad (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation).


Il premio come miglior telefilm è stato consegnato a “Gray’s Anatomy”, non tanto per le vicende dei protagonisti (tutti eterosessuali, nel serial) quanto per la decisione imposta dalla produzione all’attore Isaiah Washington (il dottor Burke per intenderci), che aveva deriso il collega T.R. Knight per la propria omosessualità.

[sopra il trailer della terza serie]

Il premio come miglior film è stato consegnato a “Little Miss Sunshine” (che era candidato all’oscar). Premesso che la pellicola vale almeno il costo del noleggio, è interessante notare come i mass media (come scrivo anche qui) si stanno sempre più staccando dall’idea omofoba del presidente Bush.


Un riconoscimento è stato consegnato anche alla serie tv, prodotta da Salma Hayek, “Ugly Betty”. Non avendola ancora vista, glisso qualsiasi tipo di opinione a riguardo.

Molto divertente il premio “comprensione” consegnato a Jennifer Aniston; considerando le presunte voci sull’omosessualità di Brad Pitt e compagna (tale Angelina Jolie, che non ha mai smentito la relazione con una modella) il premio consegnato a Jennifer testimonia la volontà di gay e lesbiche di non ghettizzare gli eterosessuali.

Fonte: kataweb.it

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