Dicono che il Pride non sia il modo migliore per manifestare per i diritti

Ultimo video della campagna “Dicono che”, nata per smontare i luoghi comuni sul Pride.

In occasione dell’Onda Pride, vale a dire la serie di Pride che oggi hanno abbracciato l’Italia in dieci città e che continuerà, in ogni caso, fino al prossimo 19 luglio, il Wand – Collettivo LGBT di Benevento, in collaborazione con Arcigay Giovani Milano, ha pubblicato l’ultimo video della campagna Dicono che, volta a smentire i pregiudizi sul pride.

L’argomento del video odierno è la modalità di manifestazione per i diritti: secondo alcuni il Pride non sarebbe il modo adatto di manifestare per i diritti. Questione annosa: da sempre ci sono coloro che dicono che con i vari Pride non si ottengono i diritti, ma quanti criticano la manifestazione poi si guardano bene dal proporre altre modalità. Questo pregiudizio sul Pride è presente anche in molti settori del movimento LGBT che ogni anno, in occasione del Pride, iniziano la loro lamentazione (salvo poi tacere per tutto il resto dell’anno…).

Scrivono gli autori del video, sui cartelli:

Dicono che il Pride non è il modo adatto di manifestare per i diritti. Qual è il modo adatto di manifestare per i diritti? Il gay pride è una manifestazione pacifica, allegra per il diritto di amare. I diritti sono una cosa seria, ma questo non vuol dire che non li si può chiedere con il sorriso.

Dicono che il Pride non è il modo migliore per manifestare per i diritti

Dopo l’invito ormai diventato classico (“Quindi il 28 giugno, che tu sia etero, gay, lesbica, trans, bisessuale, intersessuale o asessuale vieni al gay pride. Divertiti”) non c’è l’esortazione urlata di partecipare alla manifestazione, vista l’ambientazione del video, come spiegano gli autori:

Nella basilica di Sant’Ambrogio non ce la sentivamo di urlare, ma al pride potremo farlo tutti insieme. Vieni, ti aspettiamo!

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