Gli artisti gay di Key West e il paradiso ritrovato

Tennessee Williams vi arrivò negli anni quaranta alla ricerca di riposo. Un evento che trasformò Key West in un ritrovo di artisti prevalentemente gay.

La presenza del drammaturgo Tennessee Williams nei primi anni '40 contribuì a trasformare Key West in un ritrovo di artisti prevalentemente gay. La predilezione dell'autore di capolavori assoluti come "Zoo di Vetro" ed "Un tram che si chiama desiderio" fece da traino, dando il là ad una vera e propria colonia di pittori e scrittori di varia fama e talento. Con le sue case costruite spesso con i vecchi legni della navi, un paesaggio che rubava il fiato ed un clima a dir poco invidiabile, l'isola divenne in men che non si dica un paradiso per personaggi destinati a lasciare un profondo segno nel mondo della cultura d'oltreoceano, dalla poetessa Elizabeth Bishop al commediografo Jerry Herman (al cui estro dobbiamo opere come "Hello, Dolly" ed "Il vizietto"), dallo scrittore Truman Capote (che non ha certo bisogno di presentazioni) al drammaturgo Terrence McNally .

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Con la calata di questi talenti, l'isola si trasformò così non solo in una fucina di artisti, ma anche in un luogo di gioia e divertimento, a tratti, anche sfrenato. Un successo inarrestabile, un Eden per migliaia di gay che, travolti dall'entusiasmo, decisero di restare tutto l'anno, contribuendo ad eleggere Richard Heyman, primo sindaco gay di tutti gli Stati Uniti.

Nella foto Williams, Gore Vidal ed un'amica.

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