Putin: "È falso che le persone omosessuali siano oppresse in Russia"

Negare l'evidenza è possibile: citofonare Putin.

L'omofobia in Russia è una realtà che ha portato a numerose prese di posizioni da parte di associazioni Lgbt e celebrità che hanno ammesso ed evidenziato come essere omosessuali in quel Paese sia davvero difficile e insostenibile. A confermare poi questo modus vivendi c'è il famoso divieto della propaganda gay. Non si può parlare di omosessualità pubblicamente (sempre con l'alibi dei minori che possono sentire o vedere) e anche dire che è qualcosa di normale è punibile con una multa salata. Scriverlo sui giornali, poi, è assolutamente impensabile.

Durante i giochi invernali di Sochi, Vladimir Luxuria è stata fermata per ben due volte solo perché indossava un vestito Queer e un cartello con la scritta "Gay is Ok". Di fronte a questi fatti di cronaca, la certezza dell'omofobia è evidente. Chiara. No? Non per tutti, a quanto pare. Soprattutto se quel qualcuno si chiama Vladimir Putin.

Putin firma un decreto che vieta qualunque protesta durante i Giochi Invernali di Sochi

Il Presidente russo infatti ci tiene a sdrammatizzare e minimizzare il polverone e le polemiche:

Vorrei sottolineare che, nonostante certi stereotipi che esistono sulla Russia, comprese le cosiddette questioni delle minoranze sessuali, in larga misura si tratta di una idea immaginaria. Vorrei ricordare che, a differenza di altri stati, la Russia non ha procedimenti penali per l'omosessualità e di altri tipi non convenzionale comportamento sessuale. Non abbiamo le sanzioni penali nei confronti di questo, mentre in altri paesi, tra cui alcuni molto grandi che si considerano Stati democratici, il commettere tale reato è sancito dalla legge. Proprio come la pena di morte, che, a differenza di molti altri paesi, la Russia non ha e non si applica. Tuttavia, siamo d'accordo che dobbiamo pensare al futuro e migliorare la nostra legislazione... ci torneremo sicuramente su questi temi.

Minimizzare nel modo più semplice, indicando altri luoghi dove è applicata la pena di morte. Peccato che non capisca che la discriminazione è uguale. E che vivere un'esistenza in segreto, temendo di essere picchiati, è come non vivere.

Via | PinkNews

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