A Napoli partono le trascrizioni dei matrimoni gay

A Napoli è possibile trascrivere nei registri dell'anagrafe il matrimonio ugualitario contratto all'estero. Forse le prime registrazioni ufficiali avverranno già lunedì prossimo.

Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, l’aveva promesso e l’ha fatto: da lunedì prossimo partiranno nel capoluogo campano le registrazioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero, registrazioni che comunque sono possibili da ieri, su ordine di De Magistris. A quanto pare la prima coppia che dovrebbe registrare il matrimonio è quella formata da Roberto e Manuel: napoletano il primo e spagnolo il secondo saranno in città per il Pride, che si terrà sabato prossimo, e poi lunedì si dovrebbero recare negli uffici del comune per chiedere la trascrizione del matrimonio che hanno celebrato in Spagna. La trascrizione, come purtroppo sappiamo, non ha alcun valore legale, ma è un forte atto simbolico, segno di una società che vuole cambiare ma che è perennemente frenata da una classe politica che non sa decidere per il bene dei cittadini.

A dire il vero, il primo cittadino di Napoli vede in questa trascrizione qualcosa in più di un atto simbolico. Afferma De Magistris che la trascrizione:

Mette a pari livello un matrimonio etero e uno omosessuale, per esempio per partecipare alle politiche sociali della città oppure all’assegnazione delle case. Ha, dunque, degli effetti concreti.

E poi spiega come si è comportato:

L’atto che ho firmato viene inviato ad ambasciate e consolati cosicché tutti nel mondo sappiano che queste coppie che si sono sposate all’estero e decidono di risiedere a Napoli possono trascrivere il loro matrimonio.

Luigi De Magistris

Come ricorderete Luigi De Magistris aveva annunciato di voler far trascrivere i matrimoni ugualitari poche settimane fa, intervenendo all’assemblea di Arcigay. Immediata la reazione del cardinal Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, che, sarcasticamente, disse al sindaco che sarebbe più necessario riparare le buche per strada a Napoli e non fare questi atti simbolici (e, notiamo, le dichiarazioni di Sepe avvennero il 2 giugno, festa della Repubblica Italiana, quasi a sottolineare quanto certi esponenti della chiesa cattolica irridano la laicità dello Stato). De Magistris non si fece certo spaventare dalle battutine di Sepe e rispose a tono:

Il tema dei matrimoni contratti all'estero fra persone dello stesso sesso, che vogliamo trascrivere nello stato civile, non è un tema secondario, perché riguarda la vita di tanti cittadini e di tante cittadine, si tratta del tema prioritario del riconoscimento del diritto a non essere discriminati, come riconosciuto dalla Costituzione, lo voglio ricordare oggi che celebriamo la nostra Repubblica che, dal lavoro ai diritti civili, deve ancora compiere molta strada per essere pienamente democratica, giusta, inclusiva.

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