I film LGBT nella storia del cinema: Un chant d'amour di Jean Genet

Un Chant d' amour del 1950 rimane l'unico film girato dal grande Jean Genet. Una pellicola che racconta la passione a più sfaccettature di due prigionieri ed il voyeurismo del secondino che tutto vede e “vuole”.

Girato in bianco e nero e senza sonoro da un Jean Genet (1910 - 1986) appena uscito di prigione, "Un chant d'amour" finì nel 1950 subito nelle mani della censura. Quelle scene così forti e sensuali, ma intrise anche di struggente poesia, non potevano sfuggire alle cesoie brutali e dissennate dei censori. Una pellicola che ci racconta le vicende di due prigionieri, della loro passione, del desiderio che li prende e li avvinghia in una morsa d' amore anche violento.

Un amore che diventa presto un triangolo; la presenza del secondino che li spia, li scruta e li segue ossessivamente è del resto uno dei fulcri del film stesso. Un voyeurismo che sfocia poi in violenza, forse in un atto sessuale dove sogno, desiderio e brutalità galoppano tutte insieme fino a confondersi, a sfumare i contorni, a creare echi eterni nello spettatore.

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Un film che naturalmente rispecchia per intero la vita, l'esperienza di Jean Genet, i suoi trascorsi da galeotto, la sua visione unica, dove il desiderio, ora corrusco e luminoso, ora notturno e rapace, ruggisce sempre e solo a gran voce.

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